IL CASO/ Da Veltroni a Landini, l’errore della sinistra che ci lascia in crisi

- Mauro Artibani

Per MAURO ARTIBANI, la sinistra impreca contro cose vecchie e quando tenta il nuovo spreca risorse scarse: la crescita si fa con la spesa, non con la produzione, né con il lavoro

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Walter Veltroni

Senza farla troppo lunga, prendo a prestito quanto afferma un signore di sinistra: Walter Veltroni. Scrive, dando sfogo alla sua vis letteraria, ribadendo un luogo comune grosso così: “I produttori producono ricchezza”. Non pago affonda il colpo e aggiunge l’auspicio che si dia luogo alla “società dei produttori”. Lo stesso auspicio che arriva dal Presidente di Confindustria d’accordo con i vertici sindacali. Già, cosa c’è di meglio, nel pantano della crisi, che mettere in scena la commedia di una bella società fatta da imprese e da chi ci lavora? 

Personaggi che recitano la sovraccapacità produttiva, gli uni, mentre gli altri la lavorano; in platea stanno gli interpreti che non scorgono tale sconquasso. Va in scena, insomma, la commedia delle debolezze imprenditoriali, sindacali e pure quelle della politica.

“Non se ne parla nemmeno”, grida Landini insieme all’altro pezzo della sinistra, rinverdendo antichi furori tra capitalisti e comunisti, progressisti e conservatori, liberali e socialisti, destra e sinistra. Capitale e lavoro insieme? Giammai, appunto! Già, l’altra sinistra si crogiola con quelle insindacabili nostalgie novecentesche.

Tra il male e il peggio si mostra tutta l’inadeguadezza dei nostri ad affrontare l’oggi e il domani che la crisi impone. Una sinistra, insomma, che impreca cose vecchie e quando tenta il nuovo spreca risorse scarse. Sì, perché quando la capacità produttiva delle imprese diventa sovraccapacità viene svalutato il valore delle merci, svalutato pure quel lavoro che le ha prodotte. Due svalutazioni che bruciano ricchezza!

Sinistra dei miei stivali: la crescita si fa con la spesa, non con la produzione, nè con il lavoro. La spesa dei consumatori fa il 60% del Pil. Quando questi tizi questo fanno smaltiscono sovraccapacità, fanno ri-produrre: così si crea pure occupazione.

Capito Signori. Per questa via si può pensare di tutelare l’impresa e il lavoro. Già, e quando questi non possono sono guai. E se voi state in tutt’altre faccende affaccendati, a chi toccherà rappresentare questi gloriosi agenti economici?

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