IL CASO/ Le imprese italiane da Guinness dei primati

- Piergiorgio Greco

Se in tutta l’Europa occidentale, il legno rappresenta solo il 28% del mercato, a fronte del 39,8% del pvc e 32,2% del metallo, in Italia gli infissi in legno rappresentano il 47,5% (+10%)

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C’è un ennesimo settore produttivo nel quale le imprese italiane sanno dare il meglio di sé in termini di qualità, innovazione, ricerca, design e attenzione all’ambiente: è quello della finestra in legno, vera e propria eccellenza del Made in Italy, che vanta una lunghissima tradizione capace di tradurre una consolidata lavorazione artigianale in produzione d’impresa di grande qualità ad alto contenuto tecnologico.

Si tratta di un primato ampiamente riconosciuto dai mercati internazionali, che va necessariamente promosso e tutelato nei suoi valori distintivi. Le cifre, del resto, parlano chiaro. Da un’analisi economica del comparto, commissionata da LegnoFinestraItalia al gruppo Tomorrow Swg, sul mercato italiano le finestre in legno registrano quote di posizione prevalente: su 37.830 operatori censiti, 18.850 sono del comparto del legno (49,8%), a fronte dei 18.130 del metallo (47,9%) e appena 850 del pvc (2,3%). In termini di unità vendute, le finestre in legno sono 4.200.000 (47,5%), contro le 3.436.000 di quelle in metallo (38,9%) e 1.200.000 quelle in pvc (13,6%). In termini di fatturato, invece, i serramenti in metallo rappresentano il 49,4% del mercato (2.376.000.000 euro di fatturato) rispetto al 39,3% del legno (1.890.000.000 euro) e 11,2% del pvc (540.000.000 euro): una differenza dovuta al diverso prezzo unitario, più elevato per gli infissi di metallo.

Sempre in relazione al giro d’affari, va rimarcato che nel settore degli infissi in legno, le 330 aziende più strutturate concentrano ben 500 milioni di euro, vale a dire quasi il 30% del fatturato complessivo, ma, in generale, se si analizzano le dimensioni delle aziende, sia nel caso del legno sia in quello del metallo, in maggioranza si tratta di imprese artigianali (15.480 aziende del legno, 13.890 del metallo, 480 del pvc) e in minor parte Pmi e industrie (3.370 legno, 4.240 metallo e 30 pvc). Interessante la distribuzione territoriale delle imprese censite: il Nord è la patria dell’infisso in legno – il 47,8% delle aziende di questo comparto sono operative nel Settentrione – mentre la maggioranza di quelle del metallo sono concentrate nel Centro-Sud e nelle Isole: 53,2% (delle poche aziende del pvc, il 59,4% sono al Nord).

Di assoluto interesse il raffronto con l’Europa: per quanto riguarda il numero complessivo di infissi venduti (le tre tipologie nel totale), l’Italia si piazza al quarto posto, con l’11% del mercato (Germania, Austria e Svizzera guidano la classifica con il 26%, seguite da Gran Bretagna e Irlanda con il 24%, e poi Francia con il 16%). Ma è il dettaglio a fare la differenza: se in tutta l’Europa occidentale il legno rappresenta solo il 28% del mercato, a fronte del 39,8% del pvc e 32,2% del metallo, in Italia, come visto, gli infissi in legno rappresentano il 47,5%, quasi il dieci per cento in più rispetto al metallo (38,9%) e molto oltre il pvc (13,6%).

Quest’ultimo dato, se incrociato con una recente ricerca comparativa sull’impatto ambientale dei tre tipi di serramenti, mostra come il nostro Paese sia quello che presta maggiore attenzione a temi come la dispersione energetica e l’inquinamento, facendo emergere un’immagine delle nostre costruzioni più attenta all’ambiente e alla sostenibilità di quanto non si è portati a credere.

In particolare, questa seconda ricerca ha analizzato tre diversi indicatori d’impatto durante tutto il ciclo di vita dell’infisso (dalla materia prima allo smaltimento finale, passando per la realizzazione e la vita stessa della finestra): le emissioni di anidride carbonica (il principale gas serra) e altri gas; l’impiego delle varie risorse energetiche e, infine, il consumo di acqua nelle diverse fasi di gestione.

Ebbene, in tutti e tre gli indicatori le performances ambientali della finestra in legno sono risultate superiori a quelle dei concorrenti, specie nel consumo di acqua. Ultima annotazione: sono sempre più le aziende del legno che hanno assunto un impegno dichiarato e responsabile a favore dell’ambiente, acquistando legnami certificati, cioè provenienti esclusivamente da paesi impegnati nella riforestazione programmata e che prestano grande attenzione a una gestione responsabile delle risorse boschive.

In breve: chi oggi sceglie una finestra in legno per costruire o ristrutturare casa sta optando, decisamente, per un’economia pulita, e sta premiando ancora una volta il genio e la maestria tutta italiana. Non è un caso, allora, se a questo segmento sarà dedicato il prossimo 16 marzo a Verona, nell’ambito della rassegna Legno & Edilizia, un vertice promosso dal consorzio di produttori LegnoFinestraItalia, in collaborazione con le maggiori associazioni di settore: un momento di confronto e analisi, dove per la prima volta in Italia si incontreranno i protagonisti del mondo dell’architettura, del prodotto e del mercato per esaminare insieme le specificità della finestra in legno e individuare le possibili linee di sviluppo di un comparto importante da promuovere.

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