LEGGE DI STABILITA’/ Federmacchine: nuova Sabatini, no al taglio del rifinanziamento. Persi anche i fondi per il Made in Italy

- La Redazione

Con la legge di stabilità 2015 saltano i fondi per il Piano sul made in Italy e il rifinanziamento della nuova Sabatini, che facilita l’acquisto di macchinari industriali.

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Con la legge di stabilità 2015 saltano i fondi per il Piano sul made in Italy e il rifinanziamento della nuova Sabatini, che facilita l’acquisto di macchinari industriali. Situazione che ha portato alla preoccupazione i costruttori italiani di macchinari e beni strumentali un settore che in Italia vale 35 miliardi di euro. Alfredo Mariotti, segretario generale di Federmacchine dichiara a questo proposito: “Nella Legge di Stabilità, in discussione in questi giorni, sono previsti provvedimenti certamente interessanti ma non c’è traccia del rifinanziamento della Nuova Sabatini che pur il presidente del Consiglio aveva assicurato fino a pochi giorni prima la presentazione ufficiale. Stesso discorso per gli stanziamenti per la promozione del made in Italy nel mondo”. “Spero – continua Mariotti – che si tratti di una mia svista, non c’è ragione, infatti, per sospendere il funzionamento di un provvedimento, quale quello della Nuova Sabatini, che, in soli 8 mesi di operatività, ha finanziato acquisti in beni strumentali per oltre 2,3 miliardi di euro, frutto delle 7.594 domande presentate”. Sulla legge Sabatini interviene di nuovo Mariotti, che aggiunge: “Senza la Nuova Legge Sabatini, per esempio, non sarebbe stato possibile, l’incremento, del 19,1%, dell’indice degli ordini di macchine utensili, base di tutta la filiera manifatturiera registrata, sul mercato interno, nel terzo trimestre dell’anno. Questo dato testimonia l’efficacia della misura capace di smuovere i consumi italiani di beni strumentali fermi al palo da anni”. Poi sul taglio dei fondi stanziati per la promozione del made in Italy Mariotti conclude: “Sul taglio dei fondi stanziati per la promozione del made in Italy nel mondo, invece, stupisce la decisione del governo che dimostra di considerare le iniziative previste come voci di spesa. Si tratta di un evidente errore di valutazione poiché le stesse sono da intendersi quali investimenti a breve – medio termine per lo sviluppo dell’attività delle imprese sul mercato internazionale le cui potenzialità sono ovviamente enormi”. (Serena Marotta)



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