LA STORIA/ La scommessa di un’azienda per fare il “balzo” nella crisi

Il 2014 farà segnare una ripresa, ma sarà soprattutto il 2015 a offrire uno sviluppo maggiore. Ne è convinto ANNIBALE PENNETTA, che ci spiega come si sta muovendo la sua azienda

21.02.2014 - int. Annibale Pennetta
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Da 30 anni Euroma è il leader italiano nella produzione di unità operatrici e tavole girevoli. La passione per l’automazione affonda le radici in una terra, l’Emilia, che in tutto il mondo è considerata la patria della meccanica di precisione grazie a campioni come Ferrari, Ducati, Maserati e Lamborghini. La crisi tuttavia si sente anche qui. «Nel 2013 – spiega Annibale Pennetta, responsabile commerciale dell’azienda – il mercato ha avuto una fortissima contrazione che praticamente ha annullato i recuperi parzialmente ottenuti nel 2011 e nel 2012». Fortunatamente, le prospettive migliorano per l’anno in corso: «Da una parte abbiamo gli strumenti, cioè prodotti in grado di ottenere la preferenza dei nostri clienti e, dall’altra abbiamo individuato i mercati su cui puntare. Ma noi ci attendiamo uno sviluppo ancora maggiore nel 2015».

Come è iniziato il 2014?

Meglio di come è andata l’anno scorso. Nel 2013 il mercato ha avuto una fortissima contrazione che praticamente ha annullato i recuperi parzialmente ottenuti nel 2011 e nel 2012. Nel 2013 la nostra azienda, che ha 23 dipendenti, ha fatturato circa 4 milioni di euro. Per il 2014 le prospettive, come dicevo, sono invece migliori. Quanto lo saranno è difficile dirlo in questo momento, con una situazione internazionale ancora fortemente incerta.

State puntando sull’estero?

Sì, in particolare su tre macroaree: il settore americano, parzialmente quello asiatico e l’Est Europa, soprattutto in Russia. Senza ovviamente dimenticare la Germania. Ecco, qui vediamo i nostri principali mercati di sviluppo.

A cosa è dovuto questo miglioramento di prospettive?

La fisica insegna che a ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria. Chiaro che di fronte a una crisi che perdura ormai dal 2008, seppure con una certa oscillazione, ogni Stato sta cercando di porre rimedio. Questo ci fa intravedere, soprattutto per il mercato europeo, un cammino verso il 2015 di progressiva crescita. Anche se non eclatante. Che rispetto alla situazione odierna rappresenta già un grosso passo avanti.

Per quanto riguarda gli altri mercati?

In questo momento guardiamo con interesse anche i paesi asiatici. Nell’immediato non tanto la Cina, che sta attraversando un suo travaglio interno, quanto piuttosto la Corea del sud e Taiwan, che per la maturazione raggiunta nell’industria della macchina utensile ci aiutano a introdurre prodotti a più elevato contenuto tecnologico. Negli Stati Uniti, invece, si stanno raccogliendo i risultati della politica anticrisi che va avanti dal 2012 e sta dando un andamento positivo.

Quali sono i settori su cui state puntando e quali stanno tirando di più?

I nostri prodotti riguardano componenti per l’automazione e per la macchina utensile e sono per lo più strategici, caratterizzano cioè le performance della macchina stessa. Le unità operatrici di foratura e filettatura si rivolgono ai settori delle macchine transfer, di assemblaggio, speciali, sistemi di lavorazione conto terzi. Le teste mono e biasse per foratura e fresatura, così come la gamma di autocentranti speciali, consentono a Euroma di puntare ai segmenti più elevati della macchina utensile ai quali i mercati asiatici si stanno progressivamente avvicinando. La lotta per la sopravvivenza li costringe a sostituire la produzione di macchinari con tecnologia “base”, patrimonio dei costruttori cinesi, con quella a più elevato contenuto tecnologico. E su questi due segmenti Euroma può giocare la partita del futuro.

 

In Italia è sempre tutto fermo?

No, non possiamo dire questo. Da noi ci sono importanti costruttori che nonostante la situazione difficile sono comunque attivi. Noi ci rivolgiamo ovviamente anche a loro. Certo che i volumi non garantiscono quell’effervescenza che oggi dobbiamo andare scovare nei mercati esteri. C’è da dire anche un’altra cosa.

 

Prego.

Il mercato italiano si sta contraendo sempre di più per via di continue acquisizioni, concentrazioni o spostamenti di realtà produttive. Su questo manteniamo un’attenzione costante per cogliere quei segnali di cambiamento che il mercato ci trasmette con una frequenza sconosciuta fino a qualche anno fa. È obbligatorio avere uno sguardo sul business a 360° se vogliamo sviluppare l’azienda ed Euroma aveva già individuato questo tipo di problematica negli anni scorsi.

 

A cosa si riferisce?

Euroma è stata fondata nel 1979 e ha trovato il suo sviluppo più importante nelle unità operatrici, quindi nelle unità a forare e a filettare da montare su macchinari per svolgere diverse funzioni. Su questo l’azienda ha sviluppato tutta l’attività iniziale e ha basato il suo successo tecnico e commerciale non solo in Europa, ma già negli anni ‘80 e inizio anni ‘90 anche oltre oceano. Questo tuttavia non poteva essere sufficiente.

 

In che senso?

Man mano che i controlli numerici e le macchine utensili si evolvevano nel loro contenuto tecnologico ovviamente questo tipo di prodotto cominciava a perdere d’importanza nel nostro settore.

 

Cosa avete fatto?

Euroma ha fatto una scelta molto importante. Molto rischiosa ma al tempo stesso determinante. Quella di acquisire due società: la Cmt, che faceva autocentranti, e successivamente la Isa, che produceva teste a forare e a fresare, mono e biasse. Siamo così entrati in tipologie di prodotto e di macchinari diversi e su questi prodotti vogliamo giocare la nostra scommessa nei prossimi anni.

 

Sono queste le vostre prospettive di sviluppo?

Sì. Oggi, dopo un periodo di assestamento dovuto alla necessità di integrare due aziende con prodotti così diversi tra di loro e riuscire a trovare una sintesi tra tipologie diverse, direi che siamo pronti a fare un importante balzo in avanti. Questo è un po’ il programma su cui stiamo lavorando da alcuni mesi per mettere a frutto gli investimenti che abbiamo fatto gli anni scorsi

 

Per quest’anno Ucimu-Sistemi per produrre prevede un +5% alla produzione. Cosa pensate di un dato del genere: è attendibile?

Lo ritengo molto ragionevole. Per quello che dicevamo all’inizio di questa intervista: peggio di così non possiamo andare. Siamo convinti che quel 5% debba essere il risultato al quale puntare. Da una parte abbiamo gli strumenti, cioè prodotti in grado di ottenere la preferenza dei nostri clienti, e, dall’altra abbiamo individuato i mercati sui quali costruire quel 5%. Ma noi ci attendiamo uno sviluppo ancora maggiore nel 2015.

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