LA STORIA/ L’azienda “colorata” che brevetta contro la crisi

- int. Daniele Cassinari

Uno degli stand più frequentati al Salone del Mobile è stato quello di Regia, che opera negli arredi e componenti per la sala da bagno. DANIELE CASSINARI ci parla della sua attività

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Alcuni prodotti di Regia

Al Salone del mobile il loro stand era tra quelli più colorati e ha attirato folle di curiosi. C’erano visitatori in posa che si facevano fotografare tra gli arredi in mostra e spesso echeggiavano “oh” di meraviglia. «Possiamo anche non piacere per nulla, perché abbiamo una personalità molto spiccata e a volte non piacciamo affatto – ci ha detto Daniele Cassinari, responsabile commerciale di Regia srl che abbiamo incontrato nei giorni della fiera -. Così come a volte piacciamo tantissimo e allora si innamorano di noi». Regia srl è nata nel 1988 e si è specializzata nello sviluppo e nella commercializzazione di arredi e componenti per la sala da bagno. Le sue collezioni sono caratterizzate da un design giovane e molto colorato. La sperimentazione continua e la ricerca di nuovi materiali, unite a una certa spregiudicatezza, sono il vero motore dell’azienda. Vetro Ghiaccio, Vetro Freddo, Tecnoglass, legno Iroko, Acero frisé: sono solo alcuni degli elementi sui quali hanno scommesso quelli di Regia, ottenendo risultati più che lusinghieri. In fiera hanno fatto il pieno di pubblico; ora è tempo di bilanci. A Cassinari abbiamo chiesto di raccontarci com’è andata.

Com’è andata in fiera, avete fatto buoni affari?

È andata bene; ma è presto per dire che si tratta di buoni affari. Abbiamo avuto contatti molto interessanti, con persone qualificate, quelle giuste per fare buoni affari. Ma bisognerà aspettare un po’ per vedere quanti di questi contatti si concretizzeranno davvero. La sensazione comunque è positiva; è venuta molta gente a trovarci, tanti stranieri ma anche tanta Italia.

Stranieri di dove, in particolare?

Abbiamo avuto tante visite da clienti francesi, sono venuti anche tanti russi, anche se probabilmente non siamo lo stand ideale per loro.

Perché?
Perché loro cercano più “oro” e altre cose, noi invece siamo piuttosto “colorati” e abbiamo uno stile un po’ diverso. Sono passati tantissimi polacchi che conoscevamo poco e, come ogni anno, parecchi tedeschi. Abbiamo avuto un buon numero di visitatori dal Sud America, che in genere non si vedono a queste manifestazioni, qualcuno dagli Stati Uniti, pochi in verità, e molti dall’Asia: da Cina, Giappone, Vietnam, Tailandia. Che dire, quest’anno per poi è stata una fiera davvero mondiale.

Che novità avete proposto quest’anno?

Tante novità. Quest’anno abbiamo presentato una nuova gamma di mobili, due di accessori e il progetto di un nuovo materiale.

Di cosa si tratta?

Si chiama Livingtec Shine ed è un materiale che abbiamo brevettato assieme a un nostro fornitore. Mescola il fascino del Livingtec, che è una superficie tipo Corian, al nostro colore trasparente, al vetro ghiaccio che caratterizza i nostri prodotti. Funziona senza incollaggio né silicone, il segreto è tutto nella lavorazione di questi due materiali. Il vetro ghiaccio è un liquido che viene usato per colata. Noi usiamo questa colata per disegnare ciò che vogliamo sulla superficie del Livingtec. Alla fine l’articolo che si ottiene è molto personalizzato; e oggi questa è una caratteristica fondamentale.

 

Viene apprezzato?

Sì, è piaciuta molto anche la presentazione molto scherzosa che abbiamo utilizzato in fiera: la gente si fermava a guardare incuriosita, faceva battute, si faceva fotografare vicino al “palazzo”; è stata una cosa molto simpatica. Se avrà successo lo si vedrà tuttavia più in là, perché il progetto ha ancora bisogno di tempo per svilupparsi. Nei prossimi sei mesi faremo prove, analizzeremo e faremo altri studi sul materiale. Per quanto riguarda gli accessori invece, nel giro di un mese saremo sul mercato.

 

Dai riscontri che avete avuto in fiera c’è qualche sentore di ripresa?

Non direi. Per quanto riguarda il settore del bagno, e in particolare per i grossisti, ci sono ancora difficoltà: la vendita media si è abbassata notevolmente come prezzo. Per questo abbiamo proposto un design “democratico” perché abbiamo visto che ci sono difficoltà a presentare un prodotto di gamma troppo alta. Così abbiamo deciso di andare incontro ai clienti dei nostri mercati principali – quello italiano e quello spagnolo, dove abbiamo una filiale – puntando su un prodotto bello esteticamente, ma anche facile da vendere perché il prezzo è davvero accessibile a tutti.

 

In Spagna va meglio che da noi?

In Spagna, dove la crisi è iniziata un annetto prima che da noi, qualche segnale di ripresa si vede. Roca, ad esempio, che è un’azienda leader nel settore della ceramica da bagno, nel primo trimestre di quest’anno ha registrato per la prima volta un +3-4%. L’impressione è che lì il mercato si sia finalmente stabilizzato e stia cominciando a risalire un pochino. In Italia questa sensazione nel nostro settore ancora non c’è. Mi piacerebbe poterlo dire, ma purtroppo non è così.

 

Che prospettive di sviluppo si aprono per voi?

Le prospettive dell’azienda vanno nella direzione di sempre. Puntiamo a fare sempre buon design, ma anche un prodotto per tutti, mettendoci tanto colore e tanta fantasia. Per essere diversi da tutti gli altri, nel bene e nel male. Possiamo anche non piacere per nulla, perché abbiamo una personalità molto spiccata e a volte non piacciamo affatto. Così come a volte piacciamo tantissimo e allora si innamorano di noi. Questo è il nostro desiderio, continuare in questa direzione, mantenendo una personalità molto forte che ci rende riconoscibili nel settore. 

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