VERSO IL MEETING/ Dal bosco ai mobili, la bellezza “accessibile” a tutti

- int. Giovanni De Ponti

Tra le mostre del Meeting 2014 ce n’è una che promette di colpire e incuriosire davvero i numerosi visitatori che affolleranno la fiera di Rimini. Ne parla GIOVANNI DE PONTI

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Infophoto

Tra le mostre del Meeting 2014 ce n’è una che promette di colpire e incuriosire davvero i numerosi visitatori che affolleranno la fiera di Rimini dal 24 al 30 agosto. FederlegnoArredo si presenta infatti con “Un pezzo di legno non è solo un pezzo di legno”, che più che una mostra è un vero e proprio percorso per scoprire le potenzialità del legno e da dove nasce la bellezza degli arredi italiani famosi ormai in tutto il mondo. Un progetto che ha visto impegnato in prima linea Roberto Snaidero, Presidente della federazione che rappresenta oltre 67.000 aziende del legno arredo, settore con un’alta vocazione all’export. «Ci presentiamo al Meeting con una mostra perché vogliamo accendere una scintilla nel cuore e nella mente di tutte le persone che verranno a visitare i padiglioni della fiera di Rimini», ci racconta Giovanni De Ponti, Direttore generale di FederlegnoArredo.

In che modo intende farlo?

Vogliamo incuriosirli su ciò che sta dietro e dentro un materiale così originale e interessante come il legno e, soprattutto, dietro e dentro la capacità degli uomini di entrare in rapporto con questo materiale e di lavorarlo, utilizzarlo, modellarlo per rispondere a un desiderio grande che hanno dentro di bellezza, di grandezza. Una capacità che ha portato le imprese italiane di questo settore a eccellere sui mercati mondiali. Il tutto con una sfida particolare.

Quale?

Vogliamo far scoprire a tutti coloro che accetteranno di visitare questa mostra che l’esperienza di bellezza nel rapporto col legno, con tutti i prodotti che da questo materiale possono derivare, a partire dalla casa e dal suo arredo, è accessibile a tutti.

In che senso accessibile?

Abbiamo volutamente realizzato un progetto di casa e di arredamento con materiali e prodotti che non sono destinati ai clienti “top”, ma a quelli comuni. Così che si possa capire che avere qualcosa di bello è possibile al di là del proprio portafoglio. Vogliamo far capire agli italiani, che stanno vivendo anni di crisi economica, la quale ha ridotto la loro capacità di spesa, che l’esperienza di una casa bella, magari costruita in legno, e ben arredata è possibile per loro. Che se la possono permettere, senza bisogno di comprare prodotti di scarto, che magari vengono da paesi che non hanno la cultura della bellezza, o che addirittura sono copiati. Ammetto che non è stato facile arrivare a questo risultato.

Perché?

La difficoltà è stata farci dare dalle nostre aziende i prodotti che non fossero “l’over the top” della gamma. Di fronte alla richiesta di materiale per una mostra, la tentazione è infatti proporre di esporre il proprio prodotto migliore, che in molti casi è il più costoso. Noi, come dicevo prima, volevamo però dei prodotti che rispondessero al requisito dell’accessibilità, che potessero essere comprati da tutti. In sintesi, prodotti originali, italiani e accessibili. Le imprese, come si potrà vedere nella mostra, hanno dato un’ottima risposta.

 

“Un pezzo di legno non è solo un pezzo di legno” sarà una vera e propria mostra-percorso. Quale sarà l’inizio?

Grazie a un’intuizione brillante del nostro Presidente Snaidero, la mostra comincerà in un bosco. Avremo 12 alberi ad alto fusto e le persone potranno accomodarsi su delle sedute fatte in legno massello. Questo inizio già renderà suggestivo il prosieguo del percorso.

 

Sappiamo che ci saranno delle persone al lavoro nella mostra…

Sì, ci saranno i giovani studenti del Polo formativo del legno arredo, che dallo scorso settembre hanno cominciato a frequentare la scuola professionale che abbiamo aperto con la collaborazione di Aslam a Lentate sul Seveso, in Brianza. Sarà possibile vederli al lavoro sotto la guida di alcuni maestri artigiani, così che i visitatori possano vedere come il legno può “prendere vita”. Al Meeting terremo anche delle iniziative importanti per i giovani.

 

Di che cosa si tratta?

Dal prossimo anno scolastico prenderà il via, sempre presso il Polo formativo del legno arredo, un corso Its (Istruzione tecnica superiore) post-diploma della durata di due anni per formare tecnici superiori per il prodotto, il marketing e l’internazionalizzazione nel settore del legno arredo. In pratica degli specialisti che possano andare a vendere i prodotti del nostro made in Italy in tutto il mondo. Inviteremo i giovani a considerare questa opportunità. Inoltre, dato che questo corso ha particolarmente entusiasmato le nostre imprese, potremo annunciare che sono alla ricerca di 50 giovani da inserire nei loro organici.

 

Tornando alla mostra, cosa potranno vedere poi i visitatori?

Vedranno una casa costruita in legno e degli interni arredati secondo i criteri che ho spiegato prima. Non potranno non restare colpiti dalla bellezza di ciò che vedranno.

 

Già la mostra dello scorso anno aveva impressionato e attirato molto pubblico.

Sì, perché era di grande impatto emozionale. Questo non mancherà quest’anno, ma abbiamo pensato di aggiungere anche una parte “razionale”, preparando delle infografiche che aiuteranno il pubblico, attraverso anche le guide, a comprendere quali numeri ci sono dietro a questo mondo: quante sono le imprese, quanto fatturano e producono, quanto esportano, quali sono le qualità misurabili della materia prima legno. Vogliamo quindi unire all’esperienza di emozione anche un’esperienza di conoscenza.

 

Un’ultima cosa. Per invitare i visitatori al vostro stand, dove si trova la mostra, in un altro punto della fiera verrà posta un’installazione in compensato di pioppo dal titolo “Monna Lisa”, che si rifà al celebre dipinto di Leonardo. Perché questa scelta?

Forse non tutti sanno che Da Vinci ha dipinto questo capolavoro su una tavola di pioppo. Per noi è un modo non solo per richiamare la bellezza, tema al centro della mostra, ma anche per portare l’attenzione su un grave problema italiano: la mancanza di riguardo per la pioppicoltura. Se avessimo possibilità di coltivare più pioppo, o se non ne venisse incentivato l’uso per la produzione di energia da biomasse, le nostre imprese non dovrebbero importare dall’estero questa materia prima davvero importante per il settore.

 

(Lorenzo Torrisi)

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