IL CASO/ La scuola che con il legno “crea” lavoro per i giovani

- int. Angelo Candiani

Prima candelina per il Polo Formativo per il Legno Arredo, che si prepara a dare il via a un Its che aiuterà 50 giovani a trovare lavoro. Ce ne parla ANGELO CANDIANI

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Prima candelina per il Polo Formativo per il Legno Arredo, aperto grazie a un accordo tra FederlegnoArredo e Aslam (Associazione Scuole Lavoro Alto Milanese). La scuola con sede a Lentate sul Seveso, in provincia di Monza e Brianza, ha aperto un anno fa con 11 iscrizioni. L’obiettivo del Polo Formativo è quello di rispondere al fabbisogno occupazionale delle aziende del settore legno e arredo. Dal prossimo ottobre si aggiungerà anche il corso di “Tecnico Superiore per il prodotto, il marketing e l’internazionalizzazione nel settore legno arredo”, un Its (Istituto Tecnico Superiore) post diploma. Proprio in quest’ottica FederlegnoArredo, d’accordo con Aslam, ha lanciato l’iniziativa “Progetto giovani. Cinquanta giovani per FederlegnoArredo”, di cui si parlerà anche al Meeting di Rimini. L’obiettivo è quello di selezionare 50 giovani per inserirli nell’Its e, una volta diplomati, nella filiera degli associati di FederlegnoArredo. Ne abbiamo parlato con Angelo Candiani, socio fondatore e Presidente di Aslam, Associazione Scuole Lavoro Alto Milanese.

Come è nata l’idea di un Polo Formativo per il Legno Arredo?

Aslam ha iniziato 15 anni fa a insegnare i mestieri manifatturieri, come per operatori macchine utensili, termoidraulico, saldatore carpentiere. Abbiamo aperto degli indirizzi nel settore della manutenzione aeronautica e nella logistica del trasporto merci. Alcuni anni fa FederlegnoArredo ci ha contattato per sviluppare una scuola simile nel settore del legno.

Quali sono gli obiettivi del Polo Formativo?

Lo scopo della scuola è quello di appassionare i ragazzi a un mestiere che non è proposto dalla scuola tradizionale, nella quale ci sono pochissimi indirizzi del legno e quei pochi che c’erano andavano scomparendo. Parliamo di un mestiere che si sta trasformando, in quanto la produzione dei mobili è fatta sempre più con macchine a controllo numerico, quindi con una pianificazione lavorativa automatizzata. Il nostro compito è appassionare i ragazzi non solo al mestiere in sé, ma anche al materiale, quindi al legno e a tutto ciò che vi si abbina.

Quanto ha contato la collaborazione con FederlegnoArredo?

FederlegnoArredo è stato protagonista in prima persona nel progetto, e ci ha consentito di dare vita a un polo formativo. L’obiettivo è quello di realizzare la formazione professionale sia come proposta ai giovani in uscita dalla terza media che possano intraprendere questa professione, sia ai giovani dopo che questi ultimi hanno compiuto un percorso di studi della scuola superiore dopo il diploma attraverso la costituzione di una Its (Istituto tecnico superiore). A ciò si aggiunge la possibilità di una formazione continua per chi già lavora, in modo da favorire una trasformazione del settore legno e arredo.

Qual è il bilancio di questo primo anno?

Abbiamo iniziato le nostre attività a settembre dell’anno scorso, con i primi undici ragazzi che hanno frequentato la nostra scuola. Per il nuovo anno scolastico abbiamo già venti iscritti per la prima, cui si aggiungerà l’inserimento in seconda di qualche altro ragazzo in abbandono scolastico.

 

Quali saranno le novità di quest’anno?

Quest’anno abbiamo ottenuto anche l’approvazione del percorso Its post diploma che partirà entro la fine di ottobre. Abbiamo indirizzato i ragazzi dopo la terza media sulla figura del falegname industriale, avviando un percorso che speriamo ci possa portare a breve sulla conoscenza delle lavorazioni che avvengono e che possono essere fatte con le macchine e non più manualmente. Per quanto riguarda invece il percorso Its abbiamo registrato una necessità di tutte le aziende associate a Federlegno di esportare sempre di più i loro prodotti. L’Italia ha ancora un suo mercato, ma che in termini percentuali sul suo fatturato mantiene il valore assoluto ma diminuisce sempre più in valore percentuale.

 

(Pietro Vernizzi)

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