RIPRESA?/ C’è il “sorpasso” dell’Italia sulla Germania

- int. Marco Fortis

Per MARCO FORTIS, la produzione in Italia cresce dello 0,4%, mentre in Germania diminuisce dello 0,5%. Berlino è tutta sbilanciata sull’export, ma il commercio mondiale sta rallentando

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“La produzione industriale in Italia cresce dello 0,4%, mentre in Germania diminuisce dello 0,5%. Il motivo è semplice: Berlino è tutta sbilanciata sull’export, ma il commercio mondiale sta rallentando, mentre nel nostro Paese è in atto il risveglio della domanda interna”. A spiegarlo è il professor Marco Fortis, vicepresidente della Fondazione Edison. Dai dati Istat pubblicati martedì risulta che la produzione industriale cresce dello 0,2% tra settembre e agosto 2015 e dello 0,4% tra il secondo e il terzo trimestre 2015. Confrontando invece settembre 2015 e lo stesso mese del 2014, la crescita è dell’1,7%, mentre nei primi nove mesi dell’anno si registra un +0,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Professore, ritiene che l’Italia stia ripartendo e per merito di chi?

I dati parlano chiaro. Nella fase di rallentamento del commercio mondiale che tutti i Paesi stanno sperimentando, abbiamo una produzione industriale che nel terzo trimestre 2015 è cresciuta dello 0,4% rispetto al trimestre precedente. In Germania nello stesso periodo c’è stato un calo dello 0,5%, proprio perché Berlino ha un forte sbilanciamento della produzione sull’export.

Perché la produzione italiana cresce mentre quella tedesca cala?

L’Italia ha una maggiore diversificazione dei suoi sbocchi di export e non ha un’industria eccessivamente esportatrice come quella della Germania. Il nostro Paese ha dunque una resistenza migliore, in quanto una quota consistente della produzione sta andando a finire sul mercato interno che è in ripresa.

Si tratta di variazioni fisiologiche o di una tendenza consolidata?

La performance italiana è molto interessante, perché se noi guardiamo agli ultimi tre mesi sono sempre stati tutti in crescita rispetto allo stesso mese del 2014. A luglio 2015 si è registrato il +2,8% rispetto a luglio 2014, ad agosto +1% e a settembre +1,7%. L’Italia dunque ha una crescita della produzione piuttosto solida. Nel primo trimestre è aumentata dello 0,5%, nel secondo sempre dello 0,5% e nel terzo dello 0,4%.

A risultare favorevole è soltanto il confronto con la Germania?

Anche quello con la Francia è significativo. Nel terzo trimestre 2015, rispetto allo stesso periodo 2014, la produzione industriale in Italia è aumentata dell’1,8%, in Francia e Germania dello 0,7%. La nostra industria sta beneficiando della ripresa della domanda interna. Mentre Francia e Germania che non avevano avuto cadute della domanda interna perché erano rimaste protette dall’ombrello della crisi dei debiti sovrani, si ritrovano con una crescita fiacca perché non riescono ad esportare e la loro domanda interna è stazionaria.

Per il direttore generale di Confindustria, Marcella Panucci, il dato Istat sulla produzione “è inferiore alle nostre aspettative, avevamo stimato un +0,8%. Si tratta di una lenta risalita, non ancora di accelerazione”. È d’accordo con questa affermazione?

Il problema riguarda più che altro le stime di Confindustria. Se anziché considerare il dato mensile confrontiamo il terzo trimestre 2015 con lo stesso periodo del 2014, l’Italia cresce dell’1,8%. È una tendenza che sarà confermata anche dai prossimi dati sul Pil, in quanto emergerà che l’Italia sta crescendo più della Germania e dell’Eurozona. Berlino non era esposta al contagio e non ha dovuto fare l’austerità. Il nostro Paese l’ha dovuta fare, ha costretto i consumatori a stare in apnea per due o tre anni. Adesso che riparte la fiducia crescono i consumi, le imprese aumentano gli investimenti e ci stiamo riprendendo quello che avevamo perso. Abbiamo un potenziale di recupero della domanda interna che Francia e Germania non hanno più, in quanto Berlino ha finito la benzina.

 

Venerdì escono i dati Istat sul Pil. Lei su quali cifre scommetterebbe?

Una settimana fa l’Istat ha reso noto che stima che il Pil nel 2015 sarà del +0,9%. Se a distanza di una settimana dall’annuncio del Pil del terzo trimestre si sono sbilanciati con questa previsione, significa che hanno già delle sensazioni sul dato trimestrale. Il Pil era cresciuto dello 0,4% nel primo trimestre e dello 0,3% nel secondo, e quindi è prevedibile che faccia un +0,5% nel terzo trimestre e un +0,4% nel quarto.

 

(Pietro Vernizzi)

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