L’ARTIGIANO IN FIERA 2015/ Il lungo viaggio (fuori dalla povertà) di “Lin” e del fratello pittore

- La Redazione

All’Artigiano in Fiera Lin e le sue borse fatte a mano dai progetti del fratello pittore. L’utilizzo di stoffe antiche rende i suoi manufatti preziosi agli occhi di artisti ed esperti.

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Sono visitatori affezionati quelli dell’Artigiano in Fiera numero venti, così come molti espositori sono ormai habituè a tutti gli effetti. Ma non tutto è tradizione, non tutto è scontato, non tutto è “novità nella continuità”. Il nuovo-nuovo non manca mai, può far capolino dietro ogni stand: e anche questo fa parte della tradizione-Artigianoinfiera.

C’è un gruppo cinese che si è avvicinato all’esperienza del dicembre in Fiera a Milano solo cinque anni fa e ogni volta cerca di giostrare i suoi stand per offrire una prospettiva sempre più ampia e inedita alla sua offerta. E’ così che è giunta a Milano anche una ragazza timida che chiameremo Lin per esporre le borse che realizza con la sua famiglia in questo salone espositivo tanto grande da farla rabbrividire.

Senza alzare lo sguardo dal pavimento, tra una risata nervosa e un sospirone, ci racconta che la sua famiglia, molto numerosa, era molto povera. L’unico ad avere una attività e le idee ben chiare era il fratello: un pittore abile, capace di realizzare opere magnifiche a tempera, ad olio e perfino ad acquerelli. Dalla genialità di quest’uomo e da un inaspettato colpo di fortuna la sorte della famiglia intera cambia. Un giorno trovarono infatti scampoli di stoffe antiche, alcune datate a più di cent’anni fa, e decisero di ricavarne delle decorazioni da applicare a borse progettate dal genio artistico del’uomo di casa. Ben presto il lavoro fu avviato. Il pittore dipingeva le borse fin nei minimi dettagli e il resto della famiglia – più di dieci persone – le realizzavano interamente a mano, facendo attenzione a non rovinare il prezioso materiale con cui avevano a che fare.

Una attività densa di cultura della loro tradizione, un’impresa famigliare a tutti gli effetti, e un tentativo di riscatto da una vita difficile cui erano andati incontro fino a quel momento. Le idee impazzano, e oltre alle borse le “sartine” realizzano sacchettini di panno lenci, bustine per le monetine, porta cellulari. Piccoli oggetti che aiutino alla diffusione di un mercato interessante ma che resta non facile.

“Non è facile capire il valore di quello che facciamo – ammette Lin -. Le persone si avvicinano ai nostri manufatti e ne restano colpite per la bellezza, ma una volta che scoprono che una sola borsa costa anche 400 euro scappano senza tornare. Non sanno il lavoro che c’è dietro, ma soprattutto quanto sia prezioso il materiale con cui lavoriamo” Lin si dichiara però soddisfatta del fatto che esperti e artisti siano riusciti, in questi giorni, ad apprezzare i suoi lavori, a coglierne il significato e, spesso, ad acquistarli. L’Artigiano in Fiera è questo.

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