UCIMU / “Macchine utensili italiane ritrovano i livelli pre-crisi”

- La Redazione

Conferenza di fine anno di Ucimu: fatturato aggregato 2015 + 12,5%, bene le attese 2016. Il presidente Galdabini: “Vince la qualità italiana”. Il dg Mariotti: fari su Bimu 2016.

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Luigi Galdabini, presidente Ucimu-Sistemi per produrre

Si è tenuta questa mattina presso la sede associativa, la conferenza stampa di fine anno di Ucimu-Sistemi per produrre, l’associazione dei costruttori italiani di macchine utensili, robot e automazione.

Il presidente Luigi Galdabini ed il direttore generale, Alfredo Mariotti, hanno annunciato i dati economici di preconsuntivo a conclusione del 2015 e le aspettative per il 2016.

Galdabini si è dichiarato soddisfatto per i numeri raggiunti, dati di incremento molto positivi – quasi tutti a doppia cifra – che portano Ucimu ad un livello di eccellenza nel settore. il dato fondamentale – e più confortante – riguarda la produzione. Il fatturato aggregato delle aziende Ucimu hanno registrato un incremento del 12,5% e a 5,430 miliardi di euro, una crescita che, sommata al +8% dell’anno precedente e alla proiezione sul 2016 (+7%), porta finalmente il settore ai livelli pre crisi.

Altro dato significativo, secondo Galdabini, è l’aumento dell’8% delle esportazioni (3,510 miliardi). Fatto che dimostra la competitività esterna delle associate Ucimu nel loro mercato.

Per quanto riguarda le consegne sul mercato interno – prodotti italiani per acquirenti italiani – il discorso si fa più complesso. L’anno passato Ucimu aveva registrato una crescita del 44% ma, secondo Galdabini, era un dato corrotto dagli irrisori livelli di partenza. Il 21% (1,920 miliardi di fatturato) di crescita del 2015 risulta quindi più significativo, capace di portare il settore poco sotto ai massimi livelli raggiunti.

Il consumo di macchine – gli acquisti di macchine in Italia – sono aumentati del 31,3%, che sommato all’8% previsto per il 2016 farà superare a Ucimu i livelli massimi. Questo è probabilmente uno degli indici più indicativi dell’andamento più dinamico dell’industria italiana, che finalmente ha ripreso ad investire seriamente e costantemente.

E’ cresciuto anche il rapporto import su consumo , che è passato dal 42 al 46% in un anno, risultato che però non soddisfa Galdabini, che lo spiega secondo la difficoltà di consegna in rapporto alla “corsa all’ acquisto” di questi ultimi anni.

Il rapporto export su consumo continua a crescere costantemente e si assesta ad oggi intorno al 64%.

Molto buone, agli occhi del presidente, le aspettative sul 2016 non perfettamente calcolabili, però, per tutti i campi citati pur restando ferma la certezza di un trand positivo in atto.

Questione sempre aperta è la politica industriale nei confronti degli investimenti. Ucimu ha sostenuto con fervore il provvedimento del super ammortamento (140%) previsto dalla legge di stabilità”, che sancisce che le macchine ordinate e consegnate entro la fine del 2016 godano di un regime fiscale agevolato. L’associazione, soddisfatta del provvedimento, ha però suggerito che la norma venga estesa a quei macchinari consegnati anche nei primi sei mesi dell’anno seguente, purché ordinate entro il 2016 ed acquisite con un anticipo del 20%, che testimonia una volontà di acquisto precisa.

Il motivo di questa richiesta, spiega Galdabini, è che, per come è studiata ora, l’agevolazione sarà applicabile solamente per chi acquista fino a giugno – perché le macchine speciali richiedono una spedizione di almeno sei mesi-. L’augurio è che questa richiesta venga accolta ma ancora non si hanno garanzie. Si attendono notizie entro la fine dell’anno. Ucimu richiede anche che venga fatta presto una revisione dei coefficienti di ammortamento, che ad oggi “non sono adeguati alla realtà dei fatti” e non rappresentano un aiuto economico.

E’ stato Mariotti a presentare gli eventi fieristici in previsione per l’anno venturo, nella speranza che seguano lo slancio positivo incominciato l’ottobre scorso da Emo Milano 2015, la fiera globale sulla meccanica e la meccatronica organizzata in collaborazione con Ucimu.

Ad aprire le danze Lamiera, l’appuntamento previsto per maggio 2016 a Bologna,che ospiterà il mondo della deformazione. L’anno passato la produzione di macchine utensili che si occupano di deformazione è arrivata a quasi 20 miliardi di euro. In Italia 2180 milioni di macchine. I numeri previsti per la fiera sembrano essere molto incoraggianti.

Ucimu, ha spiegato Mariotti, ha voluto aggiungere a Lamiera Blech Italy, per presentare, nell’ambito dell’evento materiali e carpenterie, lamiere, nastri di acciaio, tubi e profilati, prodotti semilavorati e finiti, per creare una manifestazione più completa.

In quell’occasione un fitto programma convegni stico, dove, tra gli altri, verrà esposto uno studio che Ucimu sta portando avanti per comparare il settore della deformazione italiano a quello tedesco, un’area dedicata alla gestione intelligente delle fabbriche, all’industria 4.0 e alle applicazioni della Pmi nel comparto della tecnologia della deformazione.

Come ogni anno Lamiera ospiterà un paese d’onore, al fine di aumentare l’internazionalizzazione dell’evento. Lo stato scelto per questa edizione sarà il Messico.

Seguirà Bimu, che, nelle attese, cadrà proprio nell’ultimo periodo del super ammortamento. La grande novità della fiera, che si terrà ad ottobre 2016, sarà l’ampia visibilità che Ucimu ha deciso di dare a Sfortec, che diventerà Sfortec Industry e si occuperà di tutto il manifatturiero ed aiuterà a far sì che il visitatore possa garantirsi il “make” – chi ritiene di avere i mezzi per fare ed acquisisce una macchina – o il buy – chi non ha i mezzi o deve produrre pochi pezzi e cerca, quindi, il prodotto finito -.

Altra novità di Bimu sarà l’area speciale “Potenza fluida”, sui sistemi oleoidraulici e pneumatici, organizzata insieme a Asso Fluid.Non mancherà il pianeta giovani, un’area dedicata agli studenti, che verranno accompagnati per i padiglioni da loro coetanei appositamente formati. Le prospettive sono quelle di raggiungere i 16mila metri su lamiere e i 45mila metri quadrati netti fra Bimu e Sfortec.

Nel consuntivo di fine anno Ucimu non potevano mancare fari accesi sul nodo-sanzioni la Russia. Un embargo che sembra per ora non colpire pesantemente il settore delle macchine utensili probabilmente perché ancora il nostro paese gode della scia delle cospicue vendite del 2013-14. Il ciclo di lavoro in Italia, ha spiegato Galdabini, è molto lungo per cui gli effetti negativi della situazione odierna – se destinata a protrarsi – si ripercuoteranno probabilmente sugli esercizi futuri. Per quanto riguarda infine rapporti con gli Usa, il presidente Ucimu ha avuto modo di sottolineare la sua soddisfazione: la macchina utensile italiana s’impone Oltre Oceano grazie all’eccellente qualità ma anche al buon rapporto interpersonale, capace di cura nei minimi dettagli.

(Vicky Bonarelli)

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