MERCATO VIDEOGIOCHI/ L’italiana Digital Bros investirà nella “Silicon Valley cinese” a Shenzhen

- La Redazione

La Digital Bros si apre alla Cina: apre una sede a Shenzhen, nella Silicon Valley cinese. Grande passo verso una maggiore internazionalizzazione per il gruppo di gaming entertaiment italiano

Galante_Raffaele_AbramoR439
Raffaele e Abramo Galante

La notizia è freschissima e riguarda una delle società giovani più interessanti nel panorama di filiera dell’intrattenimento digitale: la Digital Bros, il gruppo gestito dai fratelli Abramo e Raffaele Galante e tra i leader in Italia nel mercato videogames, è in procinto di aprire un sede in Cina a Shenzhen, città situata nella Cina meridionale, al confine con la regione di Hong Kong. La società quotata al segmento Star di Borsa Italiana e player di riferimento nel nostro Paese e nel mondo nel digital entertaiment, ha annunciato il proprio ingresso nel mercato cinese, cercando di ampliare ulteriormente i propri servizi in un mercato ricco e potenzialmente devastante in senso positivo per il settore dei videogiochi. La scelta di aprirsi in maniera così evidente al mercato asiatico, ponendo addirittura una sede sul territorio cinese, nasce da un’esigenza strategica di espansione delle attività del Gruppo e fa parte di una più ampia internazionalizzazione per riuscire a penetrare i principali mercati emergenti, offrendo prodotti in linea con le esigenze dei consumatori locali attraverso i brand di successo del gruppo Digital Bros come il 505 Games e il 505 Mobile.
Il core business della giovane società nata nel 1989 segue tre principali direzioni: a distribuzione Italia della quale fanno parte le società che commercializzano i videogiochi acquisti all’estero e distribuiti grazie ai marchi Halifax, Game Service e Game Entertaiment; distribuzione internazionale composto da varie società come 505 Games Spain e 505 Games; terza e ultima direzione riguarda il settore Digital, che si occupa della distribuzione digitale a livello internazionale dei prodotti a pagamento attraverso il portale King. E la decisione di investire in questa sterminata area asiatica rispecchia appieno l’evoluzione della industry in cui opera il Gruppo: il mercato dei videogiochi in Cina ha generato solo nel 2014 una cifra attorno ai 18 miliardi di dollari nel 2014, il 21,6% del valore globale nel settore (dati Newzoo), addirittura, come riporta il comunicato di Digital Bros, la Cina sarebbe il principale mercato per il mobile gaming con 514 milioni di utenti nel 2014 e una crescita prevista ancora del 20% quest’anno. C’è da dire che l’importante espansione di questo settore è dovuta anche al fatto che il 6 gennaio dell’anno scorso è stata aperta la produzione e la commercializzazione delle console per videogiochi, spalancando ancora di più diffusione e vendita dei giochi che fanno impazzire grandi e piccini. Ecco le parole dell’amministratore delegato Digital Bros, Raffaele Galante: «L’ingresso nel mercato asiatico rappresenta per noi una grande opportunità che ci consentirà di continuare a crescere ulteriormente, oltre che in termini di presenza internazionale, anche in termini di digitalizzazione e penetrazione del mercato del mobile gaming». Per l’ad e fondatore del gruppo assieme al fratello Abramo (fondatori entrambi del gruppo Halifax, una delle primissime compagnie italiane specializzata nella distribuzione dei videogames) questo passo verso la Cina è decisivo anche per l’esportazione sempre più ingente di un intelligente e competitivo Made in Italy, «portando l’eccellenza italiana in un mercato florido e in piena crescita». Come ricorda il comunicato stampa diffuso dal Gruppo, anche la scelta della sede non è casuale: Shenzhen è nota infatti essere la Silicon Valley cinese per la densità di multinazionali estere e locali nel settore dell’alta tecnologia e in particolare per l’elevata presenza di start-up innovative, proprio come nella vallata d’oro americana. In più, fattore da tenere con grande attenzione, questa città è un hub regionale chiave per raggiungere anche altre aree, tra cui Hong Kong, Macau e Taiwan.



© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori