L’ITALIA DEL MEETING / Nel legno della Val di Fiemme torna a risuonare la crescita

- La Redazione

Il legno della Val di Fiemme – prediletto dai liutai di tutto il mondo – torna a garantire sostenibilità anche ai conti delle aziende della Magnifica Comunità, dice STEFANO CATTOI.

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Un "tronco di risonanza" tagliato nei boschi della Val di Fiemme

Il legno – l’abete rosso della Val di Fiemme – torna a cantare: il suono del fatturato che cresce, non solo quello – ininterrotto da secoli – degli strumenti musicali costruiti con una materia prima unica. Lo ha detto Stefano Cattoi, amministratore unico della Segagione Legnami Spa all’interno della Magnifica Comunità di Fiemme. “Dopo il 2007 abbiamo attraversato momenti difficili, abbiamo temuto per la sopravvivenza stessa dell’azienda: ma abbiamo tenuto duro e ristrutturato e dal 2014 il bilancio e’ ogni anno più solido”.”

Cottoi parla al Sussidiario.net in margine all’incontro organizzato da FederlegnoArredo nel suo padiglione al Meeting di Rimini: un vero “coro” attorno a una delle radici più profonde im portanti del Made in Italy (con Cottoi hanno partecipato: Piero Bonaguri, chitarrista e docente al Conservatorio di Bologna; Lorenzo Lippi, liutaio e docente alla Scuola Civica di Liuteria di Milano; Raffaello Vignali, deputato, moderati da Paolo Foschini, giornalista del Corriere della Sera).

Il legno in val di Fiemme è una civiltà, ha raccontato Cattoi: non può essere diversamente allorché vengono prelevati dall’ambiente tronchi che hanno 150 anni e vengono piantati alberi che saranno maturi fra altrettanto. Non può essere diversamente quando la “fabbrica” si estende su 11mila ettari di eco-sistema naturale: tanto si estendono i boschi affidati dalla Magnifica Comunità.

Fra poco, ricorda Cattoi, ricomcerà il lungo letargo dei boschi: fra 1600 e 1800 metri, quelli che forniscono un legno pregiato. Giunti, cornici, serramenti: molti prodotti di nicchia. E poi, naturalmente c’è il legno di risonanza: quello offerto dai tronchi fra i quali si aggirano talvolta liutai alla ricerca del singolo esemplare (lo faceva Stardivari, oggi in valle giungono visite anche dal Giappone). Oppure – da qualche tempo – produttori sia italiani che svizzeri o austroaci chiedono con maggior frequenza il cirmolo. che studi recenti indicano come particolarmente salubre per il sonno.

Fra Cavalese e Predazzo, Ziano e Tesero lavorano un’ottantina di persone (in maggioranza stagionali) per realizzare una strategia speciale: l’utilizzo ecosostenibile (per cui la Comunità ha già ricevuto tutte le certificazioni) di una grande area che non mai essere “deforestata”, mai privata di più legno di quanto non ne venga rigenerato. Sull’altro versante di un’attività pianificata a cicli decennali, l’occhio dell’azienda della Comunità dev’essere attento all’evoluzione della domanda nazionale (soprattutto aziende piccole e medie) e in alcuni casi internazionale. Da poco anche il governo si è mostrato attento, ha ricordato Vignali: sono state approvate misure per agevolare l’acquito di strumenti musicali prodotti da liutai. Una filiera di Made in Italy allo stato puro: natura italiana, design e tecnologie italiani, imprese e artigiani italiani.



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