IL CASO/ Il doppio colpo per l’innovazione di Camozzi Group

Camozzi Group, una multinazionale tascabile bresciana con il vizio dell’innovazione, ha “colpito ancora”. Firmando non una ma ben due alleanze strategiche sulla ricerca. SERGIO LUCIANO

03.01.2018, agg. il 19.02.2019 alle 14:50 - Sergio Luciano
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Camozzi Group, una multinazionale tascabile bresciana con il vizio dell’innovazione, ha “colpito ancora”. Firmando non una ma ben due alleanze strategiche sulla ricerca, di quelle che servono a costruire il progresso: la prima con il Consorzio “iCyPhy” (Industrial Cyber Physical Systems), con sede nel prestigioso ateneo californiano di Berkeley; la seconda con l’Istituto italiano di tecnologia, sede a Genova e cervello in tutto il mondo, un fiore all’occhiello della ricerca privata italiana. Ma andiamo con ordine. Innanzitutto, cos’è oggi il gruppo Camozzi?

Opera dal ’64 nel settore dell’automazione industriale. Fondata da una ex “tuta blu”, orgogliosamente iscritto alla Fiom-Cgil, Attilio Camozzi, e oggi guidato dal figlio Lodovico, è leader sicuramente europeo ma per molti versi mondiali su numerose componenti avanzatissime della produzione 4.0. Conta oltre 2.300 dipendenti ed esporta più dell’85% del suo fatturato, che per l’anno appena iniziato dovrebbe superare i 370 milioni. Fanno parte di Camozzi tredici aziende leader nei rispettivi settori, che possono contare su una rete commerciale presente in oltre 70 paesi in tutto il mondo. 

Dunque, con la forza dei propri brevetti e della propria credibilità internazionale, Camozzi ha “sedotto” gli americani del team di iCyPhy, che mira a identificare processi ripetibili, standardizzati e misurabili per garantire sistemi ad alte prestazioni e a scoprire nuovi metodi di sviluppo del prodotto che possono aiutare le aziende a ridurre i costi, aumentare l’affidabilità e innovare più rapidamente. Il consorzio sta trasformando il processo di ingegneria dei sistemi, unendo il mondo dell’impresa e il mondo accademico. Opererà a livello pubblico, rendendo disponibili i risultati delle ricerche a beneficio dell’industria e del mondo accademico.

“La complessità e l’eterogeneità dei sistemi fisici cibernetici creano una sfida intellettuale unica”, ha affermato Alberto Sangiovanni Vincentelli, professore presso University of California, Berkeley, uno dei quattro membri del consiglio di amministrazione di iCyPhy presso University of California, Berkeley e responsabile dell’accordo. “Il problema è quello di sviluppare approcci solidi e rigorosi per la progettazione che abbracciano l’eterogeneità e sfruttano al meglio le tecniche specifiche del settore finora sviluppate. Sono molto lieto della decisione del gruppo Camozzi di aderire al nostro Programma per i contributi che offriranno al nostro team di ricerca, data la loro eccellenza nella produzione, nella manutenzione preventiva e nella progettazione, per la loro visione concreta, la curiosità e l’entusiasmo continuo”.

L’accordo stipulato da Camozzi Group con l’Istituto Italiano di Tecnologia prevede invece la realizzazione di un laboratorio congiunto dedicato a robotica, automazione e nuovi materiali sostenibili. Per il raggiungimento di questo obiettivo è stata prevista l’assunzione di quattro ricercatori reclutati con bandi internazionali. Il nuovo laboratorio permetterà di rendere sistematica la collaborazione tra il Gruppo Camozzi e l’IIT, creando un nuovo polo di eccellenza per l’innovazione in campo industriale. L’accordo avrà durata di cinque anni e prevede diverse aree di azione: implementazione di tecnologie robotiche di ultima generazione, digitalizzazione dei processi produttivi, sviluppo di nuovi materiali e fibre ecosostenibili e l’implementazione della modellizzazione nei processi di automazione. Per i primi dodici mesi, l’attività del laboratorio si concentrerà soprattutto su un sistema di attuazione elettromagnetico per elettrovalvole. A guidare il progetto sarà Giorgio metta, vice direttore dell’IIT e responsabile del progetto iCub. “

La nascita di un nuovo laboratorio congiunto è sempre un lieto evento ma in questo caso abbiamo un motivo aggiuntivo per rallegrarci”, commenta Roberto Cingolani, Direttore Scientifico dell’Istituto Italiano di Tecnologia: “Questa modalità di collaborazione approfondita è già stata più volte adottata dall’Istituto, ma sempre con grandi gruppi Industriali americani e giapponesi. Questa volta è con un gruppo italiano e questo è esattamente in linea con la nostra mission. Siamo nati per promuovere e accelerare lo sviluppo tecnologico del Paese e la sua alta formazione tecnologica”.

Più di una laurea honoris causa per Lodovico Camozzi: “L’avvento di Cyber Physical Systems e Internet of Things e i fondamenti di Industria 4.0 stanno rivoluzionando la nostra attività”, commenta, “Abbiamo intenzione di rendere la collaborazione con Berkeley più forte mandando nostro personale in visita per collaborare a stretto contatto con professori e studenti. Inoltre, prevediamo di scambiare liberamente idee e visioni sul futuro della produzione con gli altri membri del Consorzio iCyPhy. Quanto alla collaborazione con IIT, vedo in essa una grande opportunità per il mio Gruppo. La ricerca per il gruppo Camozzi è ormai una strada obbligata per migliorare la competitività dei nostri prodotti e servizi”.

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