ARTIGIANO IN FIERA 2018/ Alla scoperta del Padiglione 1: dalla “pappa di Bircher” alla vera pizza napoletana

Viaggio negli stand allestiti per la rassegna dal 1° al 9 dicembre. Nel Padiglione 1 protagonisti alimentare, cosmetici e moda dal Trentino-Alto Adige alla Campania

20.11.2018, agg. alle 16:42 - La Redazione
Un padiglione dell'Artigiano in Fiera

È già iniziato il conto alla rovescia, visto che ormai mancano dieci 10 giorni all’inaugurazione della XXIII edizione dell’Artigiano in Fiera. E per aiutare le decine di migliaia di visitatori a districarsi tra le prelibatezze e le ricchezze dei vari stand, Il Sussidiario propone un viaggio, a puntate, all’interno dei nove padiglioni che resteranno aperti da sabato 1° dicembre fino a domenica 9, ogni giorno dalle 10 alle 22.

Primo appuntamento, ça va sans dire, è con il Padiglione 1, che al suo interno vede protagoniste cinque regioni: Basilicata, Campania, Toscana, Trentino-Alto Adige e Veneto. Impossibile, ovviamente, citare tutti gli espositori, ciascuno con le sue “specialità”, uniche, originali e ben fatte, come è nella tradizione dell’Artigiano in fiera. È sufficiente, però, selezionare qualche artigiano per suscitare curiosità e desiderio di visitare gli stand.

La ricetta originale del muesli

Partiamo dal Trentino-Alto Adige, alla scoperta della ricetta originale del muesli, proposta da Iltuomuesli in quel di Vilpiano (Bolzano). Come è noto gli scaffali dei supermercati abbondano di varietà diverse di muesli, ma pochi sanno che non è affatto un prodotto codificato della grande industria alimentare. La ricetta è quella originale (“pappa di Bircher”), ideata da Maximilian Oskar Bircher-Benner, rivoluzionario nutrizionista, medico e pioniere dell’alimentazione a base di prodotti integrali. Questa ricetta è un’importante fonte energetica: il muesli, infatti, contiene ferro e calcio, così come le vitamine B1 e B2. È ottimo per ossa, tendini e stimola le funzioni cerebrali.

Distillati con alambicchi a bagnomaria

I distillati Unterthurner vengono prodotti a Marlengo, sempre in provincia di Bolzano, utilizzando il tradizionale alambicco a bagnomaria, un oggetto, rigorosamente fatto a mano e molto diffuso in tutto il Trentino-Alto Adige, che garantisce un’estrazione molto delicata degli aromi della vinaccia. La caldaia ha una doppia parete: nell’intercapedine circola vapore o acqua molto calda, che riscalda la vinaccia. L’alcol etilico e le sostanze contenute nella vinaccia evaporano, passano nella colonna di distillazione e vengono poi fatte condensare in una serpentina. Infine, si esegue il taglio delle teste e delle code.

Cosmetici alla stella alpina

L’azienda agricola biocertificata Olga Casanova di Peio (Trento) propone i cosmetici alla stella alpina: insomma, prodotti di alta quota e di alta qualità. L’azienda a conduzione familiare, immersa nel verde della Val di Sole, è dedita alla coltivazione biologica di piante di montagna, che vengono raccolte e trasformate in cosmetici nell’assoluto rispetto dell’ambiente. Fiore all’occhiello, è la coltivazione della stella alpina, molto rara e assai pregiata. Tutto nasce perché, come estetista, la titolare non riusciva a trovare prodotti naturali che rispondessero appieno alle sue aspettative. In questa ricerca è stata aiutata dal marito, agronomo ed esperto floricoltore, che l’ha condotta ad approfondire un patrimonio della Val di Sole. In base a recenti studi condotti dal Dipartimento di biologia ed evoluzione dell’Università di Ferrara, l’estratto ottenuto dalle produzioni delle stelle alpine della Olga Casanova risultano avere una presenza di agenti flavonoidi antiossidanti sei volte superiore ai – più blasonati – competitor oggi sul mercato internazionale.

Cashmere al 100% naturali e made in Italy

Si chiama Signorie Venete, ha la sede a Sirmione, sul lago di Garda, e si definisce “gli artigiani 3.0 del cashmere”. Proviene dal mondo della subfornitura per marchi importanti (fra cui Armani) e ha recentemente deciso di valorizzare un proprio brand, massimizzando le opportunità derivanti da una solida rete di fornitori (fra cui Loro Piana) e altre piccole aziende locali, di cui sono a loro volta committenti. La produzione di Signorie Venete è fatta di filati 100% naturali e tutti made in Italy: la sua mission è fornire al cliente capi d’abbigliamento in puro cashmere di elevata qualità, prodotti con le più aggiornate tecnologie di produzione, utilizzate in tutte le varie fasi di lavorazione. Ogni capo è controllato da abili mani artigiane del cashmere, durante tutte le fasi di lavorazione all’interno dell’azienda. Nata nel 1970 come azienda a conduzione familiare e cresciuta costantemente negli anni, oggi Signorie Venete collabora con le più importanti griffe della moda internazionale. In cashmere, ovviamente.

Pane e dolce tradizionale “alla veneziana”

Il Panificio Righetto a Barbarano Vicentino prosegue la tradizione “alla veneziana”. Nel 1951 Dante Righetto cominciò l’attività produttiva dell’omonimo panificio, che oggi è gestito da Marta, Alessandra, Cristiana e Marzia con la collaborazione della mamma, Liliana. Questa ditta, a conduzione familiare, è oggi alla terza generazione, visto che ormai nell’attività sono stati coinvolti anche i nipoti. È specializzata nelle arti della panificazione e della pasticceria. La produzione conserva le sue caratteristiche di originalità, familiarità e bontà artigianale. Il prodotto di punta è la “veneziana”, un dolce realizzato con un processo di panificazione tradizionale che prevede 14 ore di lievitazione. Un elemento che contraddistingue questa famiglia di artigiani è la scelta di ingredienti di qualità: uova coltivate a terra vicentine, mandorle baresi, farina realizzata dallo storico Mulino Magri, presente a Mantova dal 1929, e stabilizzanti naturali.

Borse in “Eva” realizzate da giovani designer

Facciamo un salto, ora, negli stand della Campania, “visitando” Joy Italia. Grazie all’utilizzo di materiali non convenzionali e alle intuizioni di giovani designer, nel 2015, due giovani con alle spalle una famiglia di pellettieri, hanno creato una prima linea di borse, trasformando un accessorio moda tradizionale in un progetto innovativo premiato per la sua originalità e per l’assenza di componenti animali. Le borse, componibili e personalizzabili, sono create principalmente in Eva (Etilene vinil acetato), un materiale leggero, resistente e idrorepellente, che trova impiego industriale nella modifica delle proprietà elastiche del bitume. Nella produzione di pannelli solari fotovoltaici vengono usati fogli di Eva per sigillare il tutto. L’Eva è inattaccabile da funghi e batteri, anallergico e atossico: per tutte queste proprietà viene ampiamente utilizzato nella produzione di giochi colorati per bambini.

La vera pizza dei Pizzaiuoli napoletani

L’Associazione Pizzaiuoli Napoletani è nata nel luglio 1998 con l’intento di rivalutare e preservare una delle professioni simbolo del folklore e della cultura partenopea: il pizzaiuolo. L’obiettivo è tramandare l’arte della manipolazione della pizza alle nuove generazioni, promuovendo e valorizzando l’utilizzo di prodotti tipici campani, in modo da perpetuare la tradizione e offrire concrete opportunità di inserimento nel mondo del lavoro ai numerosi giovani che si avvicinano a questa “arte”. All’interno dell’Academy of Pizza, l’associazione organizza corsi per pizzaioli a Napoli e a Poggioreale, aperti anche agli stranieri. In collaborazione con il ministero delle Politiche agricole, è riuscita a ottenere per la pizza napoletana il prestigioso riconoscimento di STG (Specialità Tradizionale Garantita) dall’Unione europea e si è impegnata per far rientrare l’arte della pizza napoletana tra i beni riconosciuti dall’Unesco quali patrimonio dell’umanità. E – statene certi – l’Associazione Pizzaiuoli Napoletani porterà in fiera il meglio della pizza napoletana.

© RIPRODUZIONE RISERVATA