ARTIGIANO IN FIERA 2018/ Alla scoperta dei padiglioni 10 e 14 tra tessuti d’Oriente e arte del Sudamerica

India, Indonesia, Filippine, Cina, Bolivia, Messico, Ecuador e Colombia: un viaggio tra magie, tesori e tradizioni, alla scoperta del batik e della panela

25.11.2018 - La Redazione
Artigiano all'opera

Usciamo, per un momento, dai padiglioni delle regioni italiane, e addentriamoci tra gli stand dei Padiglioni 10 e 14, dedicati ai Paesi del Far East, dalla Cina alle Filippine, e del Sudamerica, dal Messico all’Ecuador. Due padiglioni ricchi di prodotti unici, artigianali e di qualità, che sono le tre parole chiave della XXIII edizione dell’Artigiano in Fiera, in programma dal 1° al 9 dicembre.
Iniziamo il nostro “viaggio” dal Padiglione 10, con un tuffo in India.

Due amici legati da un filo con l’Europa

I due giovani ragazzi indiani della Paraiso Impex – amici da sempre e partner da qualche anno – hanno iniziato la loro attività a Jaipur (dove sono nati) nel Bazar di Hava Mahal. Tutti i tessuti sono frutto di una lavorazione artigianale, fatta in tessitura a telaio in broccato di seta. La moglie di uno dei due, Kriss Kajal, li aiuta nell’attività, promuovendo anche le danze folk tipiche del Rajasthan e alla Bollywood: nell’aprile 2015 ha pure partecipato al programma “Italia’s Got Talent”.

Mobili indiani che ritrovano nuova vita in Italia

Alla Leon d’Oro, da 25 anni, ridanno vita a tesori indiani nascosti sotto montagne di polvere, mobili, oggetti che portano in Italia, dove hanno predisposto un laboratorio di restauro, per riproporle nelle nostre case.

La magia del batik

È l’unico stand, in fiera, in cui è possibile trovare il batik, celebre e raffinata tecnica di stampa su tessuto con una considerevole complessità iconografica. L’espositore – Dahlia Art – arriva dall’Indonesia, esattamente da Semarang (Giava Centrale) e vende articoli patchwork come borse, buste, copri-letti, pantofole e scatole. Si tratta, sostanzialmente, di una tecnica usata per colorare i tessuti e altri oggetti come i vasi in argilla, resina, paste vegetali, amido. La storia del batik è strettamente legata allo sviluppo della vita sociale, economica, religiosa dell’isola. Inizialmente riservato alle donne nobili, da privilegio aristocratico divenne costume nazionale nei secoli passati. Oggi è diffuso in tutto l’arcipelago indonesiano.

Il tesoro dei bijoux fatti con materiali di scarto

Arriviamo nelle Filippine, dove secondo l’azienda Floreia, la moda può far incontrare e unire etica e glamour. Allo stesso tempo, le tecnologie possono ridurre il loro impatto nel settore della moda, creando un futuro più sostenibile. Floreia ricicla materiali altrimenti inutilizzati e destinati a essere gettati via. Con la loro missione, chiamata “The Circle of Life”, sono impegnati a ridare vita a gioielli e accessori unici nel loro genere. Ogni acquisto di questi articoli aiuta a educare i giovani svantaggiati a Cebu, nelle Filippine, e a fornire sostentamento alle comunità locali. Floreia collabora con diverse organizzazioni per sostenere lo sviluppo delle persone più indigenti, offrendo la possibilità di acquisire competenze professionali.

La tradizione cinese dell’ombrello di carta

Passando al Padiglione 14, si resta ancora per un po’ in Asia. In Cina, la Yuhang Paper Umbrella, la casa dell’ombrello di carta, è stata sviluppata sulla base dell’antica tradizione dell’ombrello di carta di Yuhang, coniugando tradizione e innovazione. Studia e progetta, infatti, i derivati dell’ombrello di carta Yuhang, utilizzando diversi materiali come bambù, legno, carta e metallo. L’impresa si trova nel villaggio di Tongbu West, Pingyao, distretto di Yuhang, Hangzhou. Nel 2016 la YPU ha dato vita al marchio “RenJianPing”.

La lana dei pastori più calda che c’è

Eccoci in Bolivia, per conoscere lo stand di Culturas Andinas Tiahuanacu. I prodotti di maglieria in alpaca sono una tradizione di alta qualità dell’altopiano boliviano, che rappresenta la cultura, la terra e le tradizioni del popolo, che trova proprio nell’alpaca una delle principali fonti di sostentamento, creando delle vere e proprie “comunidades alpaqueras”. Si tratta di un tessuto ruvido di lana marrone, a trama larga, che veniva acquistato da tutti, meno che dai ricchi, per confezionare i propri capi.

Arte messicana “divina”

Il nome di questa galleria d’arte cooperativa messicana – Coatlik Art – deriva dalla dea azteca Coatlicue, che rappresenta l’inizio delle cose. Coatlik rappresenta l’inizio di un sogno: diffondere l’arte messicana, promuovere la tradizione e la qualità delle produzioni di questa terra meravigliosa. La galleria propone, infatti, oggettistica di alto design artigianale messicano, avvalendosi della collaborazione di artigiani messicani di gran talento.

Cesti e accessori in fibra vegetale

Sempre dal Messico arriva Artemali Ocoxal, una comunità di donne artigiane che lavora con l’obiettivo di consolidare la propria attività: creare cesti e accessori in fibra vegetale per generare posti di lavoro e promuovere la conservazione e l’uso sostenibile delle risorse forestali.

La forza della “panela”

La “panela” è lo zucchero integrale di canna non raffinato che, oltre ad avere numerose virtù nutritive (è ricco di vitamine e minerali), rappresenta anche un volàno di sviluppo economico per le comunità della Colombia. La coltivazione della canna da zucchero, infatti, contribuisce al sostentamento di circa 350mila famiglie, generando circa 120mila posti di lavoro permanenti. La “panela” viene prodotta da generazioni su piccola scala, su mulini agricoli con tecnologia tradizionale. La Galeria Eldorado lavora insieme alla cooperativa di agricoltori Panela della Colombia, che garantisce salari equi, coltivazione sostenibile della canna da zucchero e prodotti di alta qualità.

Le due regine migranti del marketing

In Ecuador il progetto Pacha Warmi nasce da due donne migranti, Mariana Garcia e Maria Toledo. L’omaggio al lavoro femminile dei campi – il cibo che nutre e cura viene dalle mani delle donne – si intreccia con i profumi e i sapori del continente lasciato tanti anni fa, ma sempre presente nel cuore di Mariana e Maria, divise tra Milano e il Sudamerica e con la volontà di connettere due culture. In una visione tutta al femminile, Pacha Warmi fa scoprire, in chiave innovativa, il meglio dei sapori dell’Ecuador: cioccolato, olio extravergine di avocado, peperoncino, miele e caffè; tutti prodotti in loco, nel rispetto della natura e delle persone. Il cioccolato Hoja Verde, per esempio, coniuga tradizione e innovazione e dà vita a una filiera che garantisce la qualità del prodotto e il rispetto della natura. La gamma di prodotti è preparata per soddisfare tutti i palati: frutta, spezie, percentuali di cacao che arrivano fino al 100%. Ha introdotto nel mercato anche l’olio extravergine di avocado, realizzato attraverso la spremitura a freddo che rispetta e preserva i princìpi attivi e i nutrienti del frutto, escludendo qualunque tipo di trattamento chimico o nocivo per la salute.

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