ARTIGIANO IN FIERA 2018/ Resistenza, traspirazione e morbidezza: le tre qualità delle calze artigianali

I prodotti realizzati dai Fratelli Lanza, nel Salento, “reggono tranquillamente 30-40 lavaggi”. Merito anche della materia prima: il cotone che viene dalla pianta e non rigenerato

08.12.2018 - La Redazione
Prodotti tipici all'Artigiano in Fiera

Materia prima di qualità superiore ed estrema attenzione a ogni prodotto. Con questa ricetta, che ricorda quelle di certe specialità gastronomiche della zona, il calzificio salentino dei Fratelli Lanza è riuscito a superare la crisi che ha travolto il distretto di Melissano, Racale e Alliste, e a trovare un nuovo e più gratificante spazio di mercato. «Siamo nati nel sud del Salento quasi trent’anni fa – racconta Luigi Lanza – quando di calzifici nella nostra zona ne nasceva uno al giorno. Per diversi anni abbiamo lavorato bene tutti. Poi sono arrivati l’euro e la concorrenza cinese, e il lavoro è andato scemando».

I tre fratelli Lanza si sono dunque trovati di fronte al classico bivio: chiudere, come tutti, o rilanciare. «Mentre prima realizzavamo anche per altri grandi marchi un prodotto un po’ più economico – spiega Luigi – una decina d’anni fa abbiamo deciso di fare solo ed esclusivamente una calza artigianale di alta qualità con il nostro marchio. Oggi raccogliamo i frutti». Il primo cardine della svolta qualitativa dei fratelli Lanza è la materia prima.

«Utilizziamo un cotone di alta qualità, che costa 18-20 euro al chilo – puntualizza Lanza –, ma sul mercato ci sono anche e soprattutto cotoni rigenerati che costano 3,5 euro al chilo. Ecco perché si trovano in commercio pacchi da 6 paia di calze a 5 euro. Con il nostro cotone, 5 euro non coprirebbero nemmeno il costo della materia prima».

Ma quale differenza c’è tra un cotone di qualità che viene dalla pianta e un cotone rigenerato, senza che spesso si sappia esattamente né come né quanto? «Una grossa differenza – risponde Luigi –, a cominciare dalla durata: le nostre calze reggono tranquillamente 30-40 lavaggi, quelle da 5 euro al pacco spesso ne sopportano solo 2 o 3. Inoltre il nostro prodotto è più traspirante, più morbido e non fa quei pallini brutti tipici del cotone rigenerato. Certe calze a basso costo hanno uno strano odore plastico già in partenza, e la sera anche il piede è da buttare, con un odore aumentato che lascio alla vostra immaginazione».

Un altro elemento importante del calzino è l’elastico. «Anche qui andiamo dagli 8 ai 25 euro al chilo, e c’è una bella differenza – sottolinea Lanza -: noi compriamo quelli buoni da un’azienda del Salento, e li lavoriamo in modo che non secchino e stringano meno».
L’altro elemento forte del nuovo corso dei Fratelli Lanza è, appunto, l’artigianalità. «Ci vuole passione, noi non vendiamo una calza se non passa dalle nostre mani – assicura Luigi – e stiamo riscontrando un buon successo. Ci sono sempre più persone che cercano un prodotto fatto in Italia e di qualità, hanno compreso che dura di più e si indossa molto più volentieri. La gente incomincia a conoscerci, abbiamo negozi estivi per i turisti che vengono nel Salento. Dicono: prendiamole, che sono di buona qualità, è un orgoglio, una soddisfazione e si lavora meglio».

Di ingrandirsi, però, i Fratelli Lanza non hanno alcuna intenzione: «Non intendiamo comprare macchine per la grande produzione a livello industriale, perché sarebbe poi impossibile controllare calza per calza come facciamo noi. Ci piace rimanere nella nostra artigianalità».

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