IMU E TASI 2019/ Pagamento acconto scade oggi. Aliquota media al 10,4 per mille

- Bruno Zampetti

Pagamento acconto Imu e Tasi 2019. La scadenza di oggi, 17 giugno, rappresenterà una batosta per le imprese con il pagamento di 9,9 miliardi di euro

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LaPresse

IMU E TASI 2019, SCADENZA PAGAMENTO ACCONTO

Oggi è l’ultimo giorno per effettuare il pagamento dell’acconto Imu e Tasi 2019. La scadenza canonica, come noto, sarebbe il 16 giugno, ma vista la coincidenza con un giorno festivo, quest’anno c’è un giorno in più per provvedere al versamento dell’imposta sugli immobili. La tassa non riguarda la prima casa, a meno che non sia di categoria di lusso (accatastate come A1, A8 e A9) e in molti comuni non c’è stata ancora una delibera sulle aliquote 2019, lasciando quindi invariato l’importo rispetto allo scorso anno. Uno studio della Uil, come ricorda ntr24.tv, ha calcolato che “la media dell’aliquota applicata per le seconde case tra Imu e Tasi ammonta al 10,4 per mille e, in molti Comuni (480 municipi di cui 18 Città capoluogo), è stata confermata “l’addizionale Tasi”, fino a un massimo dello 0,8 per mille, introdotta per finanziare negli scorsi anni le detrazioni per le abitazioni principali, così da portare in questi Comuni l’aliquota fino all’11,4 per mille”.

IMU E TASI: LA BATOSTA PER LE IMPRESE

Stando sempre ai conti del rapporto Uil, “il costo maggiore in valore assoluto per una seconda casa a disposizione si registra a Roma con 2.064 euro medi; a Milano, invece, si pagheranno 2.040 euro medi; a Bologna 2.038 euro; a Genova 1.775 euro; a Torino 1.745 euro; a Benevento 1.248 euro”. Il pagamento di Imu e Tasi rappresenterà anche una “batosta” per le imprese. Secondo la Cgia di Mestre, infatti, gli acconti per queste imposte comporteranno il versamento complessivo di 9,9 miliardi di euro. Tenendo conto che sempre oggi tra acconti Iva e ritenute Irpef dei dipendenti le imprese avranno anche un’altra ventina di miliardi di imposte da pagare, “non saranno pochi gli imprenditori che avranno difficoltà a recuperare le risorse economiche per onorare gli impegni fiscali”. Questo perché, “oltre alla congiuntura difficile, le banche continuano a erogare il credito con il contagocce”.



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