Incatenata in procura “Arrestate mio figlio!”/ Nocera, appello disperato della madre

Incatenata in procura “Arrestate mio figlio!”. Appello disperato da parte di una mamma che vuole che il figlio venga arrestato perché pericoloso

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Campidoglio, immagine di repertorio (LaPresse, 2019)

Una donna si è incatenata davanti alla procura chiedendo che il figlio venisse arrestato. Una storia per certi versi assurda, che ci giunge dal comune di Angri, in provincia di Salerno (Campania), e che è riportato nel dettaglio dall’edizione online de Il Mattino. La vittima ha chiesto all’autorità giudiziaria di fermare il proprio figlio perché pregiudicato e soprattutto tossicodipendente. Tra l’altro proprio quel figlio, la notte prima del gesto della mamma disperata, si era intrufolato nella casa della sua genitrice, per provare a far saltare in aria l’intero condominio. Un appello senza dubbio disperato quello della donna, lanciato ieri mattina: «Aspettano che mio figlio mi uccida per riportarlo in carcere?», ha proseguito a gridare a squarciagola, nella speranza che qualcuno potesse intervenire e facesse qualcosa in suo aiuto.

INCATENATA IN PROCURA “ARRESTATE MIO FIGLIO”. UN 30ENNE GIA’ CONOSCIUTO ALLE FORZE DELL’ORDINE

La donna vive ad Angri e suo figlio ha circa 30 anni e si trova agli arresti domiciliari da mesi, in un appartamento dello stesso comune del salernitano, di proprietà di un famigliare, adiacente a quello dove vive la madre (dove tra l’altro vive anche un altro figlio, minorenne). Come riporta il quotidiano partenopeo, pare che il giovane sia già stato denunciato in passato dalla donna per dei maltrattamenti in famiglia, e proprio per questo motivo il giudice l’avrebbe sottoposto ad un provvedimento di divieto di avvicinamento alla madre. Inoltre, sulle sue spalle pesa un procedimento penale non ancora conclusosi, a seguito di una serie di rapine che il 30enne di cui sopra avrebbe portato a termine fra i mesi di febbraio e marzo di quest’anno, prima nei confronti di una farmacia, e poi, ai danni di un negozio gestito da alcuni cinesi, sempre dislocati ad Angri. A complicare ulteriormente la situazione, il fatto che il ragazzo sarebbe affetto da problemi di natura psichica. Una vicenda quindi di criminalità e degrado, come purtroppo se ne sentono ogni giorno soprattutto nelle realtà più difficili del nostro paese.



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