Incendio Ancona/ Video, sindaco “dubbi su tossicità nube”, scuole chiuse anche domani

- Davide Giancristofaro Alberti

Incendio Ancona, video: partite le indagini per cercare di comprendere l’origine del rogo. Scuole resteranno chiuse anche domani

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Incendio Ancona, foto da video su Twitter

Ad esprimersi sul grave incendio divampato nelle passate ore nel porto di Ancona è stata anche il primo cittadino Valeria Mancinelli. A proposito della fuoriuscita “molto copiosa” di fumi generati dal vasto e spaventoso incendio, come riferisce SkyTg24, il suo commento è stato il seguente: “A questo momento non abbiamo alcuna indicazione circa la possibile o presunta tossicità della nube”. Il sindaco ha poi specificato che “l’incendio in sè è sotto controllo” grazie all’intervento dei vigili del fuoco che sono riusciti a contenerlo e ad evitare che si propagasse coinvolgendo anche edifici, impianti, ed altre aziende vicine. L’unica struttura coinvolta, dunque, resta il magazzino ex Tubimar da dove è partito l’incendio e dove erano stoccate le merci andate poi distrutte. Intanto, come riferisce Il Resto del Carlino, scuole e asili resteranno chiusi anche domani, giovedì 17 settembre. Una decisione, questa, presa in via precauzionale proprio dal sindaco “dopo essersi consultata con Asur e Arpam”. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

DE MICHELI “SÌ AD AIUTI”

L’incendio al porto di Ancona è stato già definito come il peggiore della storia della città. All’indomani dal tragico evento, interviene la ministra delle Infrastrutture e Trasporti, Paola De Micheli, annunciando il pieno sostegno: “Siamo pronti a supportare l’autorità portuale per la fase ricostruttiva di un impianto così strategico e importante”, ha esordito nel corso della sua visita. Sebbene i vigili del fuoco abbiano dichiarato che il rogo sia ormai “sotto controllo” sono comunque ancora al lavoro, come riferisce Il Resto del Carlino, al fine di mettere in sicurezza la zona con oltre 20 squadre giunte da tutte le Marche ed impegnate nelle operazioni di ripristino delle fiamme. Al porto anche il governatore uscente, Luca Ceriscioli. E’ stato quest’ultimo, alla luce degli ultimi rilievi Arpam, a spiegare alla ministra De Micheli che “la nube non è tossica anche se è inquinante”. La ministra ha aggiunto: “Spero che si riesca a evitare il più possibile i disagi per gli operatori. Pero’, la notizia più importante è che non si sia fatto male nessuno: il resto lo affronteremo punto per punto e lo risolviamo”. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

CORTOCIRCUITO O ATTO DOLOSO? FIAMME PARTITE DA PIÙ PUNTI

Ora che l’incendio al porto di Ancona è stato finalmente circoscritto, gli inquirenti potranno indagare per cercare di capire cosa abbia originato le fiamme devastanti della scorsa notte. Al momento l’ipotesi più accreditata è quella di un cortocircuito, e come riferiscono i colleghi del Corriere della Sera, vi sarebbe in particolare nel mirino un muletto elettronico utilizzato per il sollevamento delle merci, che potrebbe essere “saltato” a causa di un cortocircuito elettrico: a quel punto si sarebbe scaturita la scintilla e poi le fiamme che si sono poi propagate nella zona. Il quotidiano Libero parò però anche di possibile atto doloso, visto che, dai primi accertamenti di chi indaga, sembra che le fiamme siano partite da più punti. Per provare a trovare le risposte alle domande poste, verranno visionati i filmati delle molte telecamere di sorveglianza presenti in zona, con la speranza ovviamente che venga fornita qualche risposta, e tenendo conto che le camere più agevoli saranno probabilmente andate in fumo durante l’incendio. Nel frattempo il comune ha riaperto solo gli uffici pubblici, lasciando chiuse le scuole e invitando i cittadini a non aprire le finestre. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

INCENDIO ANCONA VIDEO, ROGO PARTITO DALL’IMPIANTO FOTOVOLTAICO? SI INDAGA

L’incendio è circoscritto ma non ancora sotto controllo, ci sono ancora fiamme vive all’interno e non riusciamo a entrare in sicurezza. Il fuoco ha innescato il materiale contenuto in un container sulla soglia”. Così hanno fatto sapere poco fa i vigili del fuoco a Repubblica, in merito all’incendio scoppiato la scorsa notte ad Ancona. Scene di devastazione nella zona del porto, e subito sono venute alla mente le tragiche immagini di Beirut di soltanto poche settimane fa. A bruciare sarebbe l’impianto fotovoltaico presente in quella zona: “Dai primissimi rilievi – le parole del tenente colonnello Simone Cecchini dei carabinieri forestali di Ancona – sembra che l’incendio sia partito dalla parte alta del capannone centrale. Quando i vigili del fuoco faranno accesso cercheranno di individuare il punto esatto di innesco, e stiamo cercando di acquisire informazioni sul rispetto della regolarità delle manutenzioni dell’impianto fotovoltaico”. Il rogo sarebbe iniziato nel capannone della Frittelli Maritime, colosso della logistica: “Questo è un capannone di stoccaggio – le parole di un dirigente – in cui c’erano soprattutto merci della Fincantieri, il committente per cui lavoriamo. Non so esattamente di cosa si tratti”. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

INCENDIO ANCONA. VIDEO, IL TERRORE FRA I TESTIMONI: “TEMEVAMO FOSSE COME BEIRUT”

Sono numerose le testimonianze dei cittadini di Ancona dopo il maxi incendio scoppiato la scorsa notte nella zona del Porto. «Abbiamo sentito diverse esplosioni, almeno tre – ha raccontato all’agenzia Adnkronos un dipendente di un hotel situato a ridosso della zona dell’incendio – dall’una meno un quarto in poi. Poi il fuoco e le sirene dei mezzi di soccorso. Abbiamo pensato subito a quello che è successo a Beirut, è inevitabile». Il dipendente ha aggiunto: «C’è molto fumo nero, il vento però non lo sta portando verso il centro della città, ma verso Sud, verso l’interno. Si sente un fortissimo odore che sembra di plastica bruciata». Così invece Manos, autista greco, anch’egli testimone oculare dell’evento: «Stavo ancora guidando quando ho sentito cinque, sei esplosioni una dopo l’altra, come fossero spari. Mi sono fermato di colpo e davanti a me il fuoco. Enorme, violento. Sembrava Beirut, ho creduto di morire, di saltare in aria». E ancora: «Sarà stata mezzanotte, ma fino all’una il fuoco ha continuato a crescere minaccioso, ho avuto paura ma non potevo andarmene, lasciare lì il mio camion. Così ho aspettato e pregato». (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

INCENDIO ANCONA, PAURA NUBE TOSSICA: VIDEO, CHIUSE LE SCUOLE E I PARCHI CITTADINI

Qualche dettaglio in più in merito all’incendio divampato nella notte ad Ancona, nella zona del porto. Stando a quanto riferito poco fai dai colleghi dell’edizione online di Repubblica, le fiamme si sarebbero propagate dalle 00:35 della notte passata, da un capannone. Ben sedici le squadre di vigili del fuoco che si sono recate sul posto, viste le proporzioni del rogo (si sono sentiti anche numerosi botti), ma fortunatamente non vi sono ne vittime ne tanto meno dei feriti. In via precauzionale, comunque, il sindaco anconetano ha deciso di chiudere le scuole e i parchi. Nonostante non sembrano esservi problemi di inquinamento, il primo cittadino ha preferito limitare gli spostamenti dei residenti nella zona facendo sapere che il Comune ha “chiuso in via precauzionale tutte le scuole di ogni ordine e grado, le università, i parchi e gli impianti sportivi all’aperto, in attesa delle analisi e delle indicazioni delle autorità sanitarie, dell’Arpam e degli esiti dei sopralluoghi dei Vigili del fuoco”. Il Comune ha quindi invitato la popolazione a “tenere chiuse le finestre e di limitare gli spostamenti non necessari”. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

INCENDIO ANCONA VIDEO, FIAMME ALTE 10 METRI AL PORTO: RISCHIO DI NUBE TOSSICA

Un incendio impressionante si è sviluppato durante la notte appena passata, quella fra martedì 15 e mercoledì 16 settembre, in quel di Ancona. Il rogo è avvenuto precisamente nella zona del porto della nota città marchigiana, fra l’ex Fiera della Pesca e l’Area Zipa. Le prime fiamme sono comparse dopo le ore 23:00 ed hanno attirato l’attenzione delle autorità che si sono recate sul luogo interessato con un imponente dispiegamento di mezzi. Sul posto, infatti, numerose squadre dei vigili del fuoco, sia di Ancona quanto delle città vicine, leggasi Macerata e Pesaro. In totale sono state 12 le autobotti movimentate con l’aggiunta di due autoscuole. Fortunatamente, dopo circa tre ore di lavoro incessante (erano le 2:00 di notte più o meno), i pompieri sono riusciti a domare le fiamme e a dichiarare il rogo sotto controllo. Resta il fatto che l’incendio è stato spettacolare nella sua drammaticità, con le fiamme che sono state avvistate nel cuore della notte da chilometri di distanza, con l’aggiunta di un inquietante fumo nero.

INCENDIO ANCONA, FIAMME ED ESPLOSIONI

In base a quanto riferito dai colleghi de Il Resto del Carlino, l’incendio si è sviluppato di preciso in uno dei capannoni dell’ex Tubimar, azienda che produce tubi in acciaio, per poi spostarsi, alimentato dal vento, e allargarsi al deposito di Ancona merci. A preoccupare le autorità, subito dopo lo scoppio dell’incendio, la nube che si è sviluppata e il rischio che bruciassero sostanze tossiche. Le fiamme hanno infatti distrutto l’ex Tubimar e stavano minacciando un deposito di metano, con tutto ciò che sarebbe potuto succedere. Fortunatamente, grazie anche all’orario in cui si è sviluppato l’incendio, non si sono verificati dei feriti, e gli operai presenti in zona, come ad esempio quelli della Skalo, che produce pesce congelando, sono riusciti a mettersi in salvo e a scappare. Sono inoltre esplose alcune bombole di acetilene, di conseguenza si sono verificati numerosi boati nel corso della notte. Il comune ha invitato i cittadini a tenere chiuse le finestre in via precauzionale in attesa poi che arrivino i risultasti delle analisi dell’Arpame dell’Asur.



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