INCHIESTA LOMBARDIA FILM COMMISSION/ Salvini: “Lega? Sono tranquillissimo”

- Davide Giancristofaro Alberti

Inchiesta Lombardia Film Commission, Salvini sui domiciliari agli ex revisori della Lega: “Indagine che finirà in nulla”. Le sue parole

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(Foto LaPresse)

Si dice tranquillo l’ex ministro dell’interno, Matteo Salvini, in merito all’inchiesta Lombardia Film Commission, che ha portato all’arresto ai domiciliari di quattro professionisti, fra cui gli ex revisori contabili della Lega al Senato e alla Camera. Intervistato stamane dal programma Radio Anch’io, su Rai Rai 1, il leader del Carroccio ha spiegato: “Siamo tranquillissimi, da anni cercano soldi in Russia, in Svizzera, a San Marino, in Lussemburgo, Liechtenstein, ma non ci sono. Conosco due delle tre persone, sono persone oneste, corrette e quindi dubito che abbiano chiesto o fatto qualcosa di sbagliato. Però, ho piena fiducia nella magistratura”. L’ex titolare del Viminale si dice convinto che anche questa indagine “si risolverà in nulla”, per poi aggiungere: “Io stesso vado a processo e sarà un processo politico. La Lega i soldi che prende, li prende per le donazioni degli italiani, non andiamo a chiedere soldi ai russi, ai film… ma rispetto tutti e siamo tranquilli”. Quindi Salvini ha concluso il suo intervento sull’argomento dicendo: “Lei si ricorda del senatore Siri, per mesi sui giornali come la persona più cattiva e truffaldina del mondo? Ne ha più sentito parlare? No, perché non ha fatto niente”. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

INCHIESTA LOMBARDIA FILM COMMISSION, 3 COMMERCIALISTI VICINI ALLA LEGA AI DOMICILIARI

Tre commercialisti considerati vicini alla Lega sono finiti agli arresti domiciliari, nell’ambito dell’inchiesta milanese riguardante la vicenda della Lombardia Film Commission, la compravendita di un immobile a Cormano, in provincia di Milano, giudicata “gonfiata”. A Darne notizia sono i colleghi di Repubblica, nella sua edizione online datata 10 settembre, che riporta i nomi del trio coinvolto, leggasi i tre professionisti Arturo Maria Scillieri, Alberto Di Rubba e Andrea Manzoni, con l’aggiunta di Fabio Giuseppe Barbarossa, anch’egli ai domiciliari. Nei confronti dei quattro i reati contestati sono quelli a vario titolo di peculato, turbata libertà nel procedimento di scelta del contraente e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. Sempre per la stessa vicenda, durante il mese di luglio, era stato fermato quello che viene considerato il presunto prestanome nella compravendita dell’immobile, scrive ancora Repubblica, leggasi Luca Sostegni.

INCHIESTA LOMBARDIA FILM COMMISSION, LA LEGA TRANQUILLA: “UNA BOLLA DI SAPONE”

Proprio quest’ultimo, in occasione dell’interrogatorio, aveva ammesso di aver chiesto del denaro ai tre commercialisti di cui sopra, ma solamente perchè aveva diritto a riceverli e non come un’estorsione in cambio del silenzio sull’operazione. La compravendita incriminata avrebbe garantito al trio un incasso di 800mila euro di fondi pubblici. Di Rubba e Manzoni sono entrambi ex tesorieri del Carroccio in Parlamento, mentre nello studio di Scillieri è stata registrata la lista “Lega per Salvini Premier”. Repubblica inoltre riporta l’esistenza di una società, la Paloschi, “intestata a un prestanome di Scillieri (e cioè a Sostegni) che è proprietaria dell’immobile di Cormano, un capannone in cattivo stato: per 400mila euro Andromeda (intestata a Barbarossa, cognato di Scillieri) lo acquista e poco dopo lo rivende al doppio alla LFM, partecipata della Regione Lombardia”. La Lega è già intervenuta sulla vicenda, e commentando la notizia dei tre arresti ha spiegato: “Finirà in nulla come tante altre inchieste che cercavano soldi in Russia, in Svizzera o in giro per il mondo che non c’erano”.

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