INDAGINE CDP/ Ecco i 4 pilastri per un vero piano di ricostruzione del nostro turismo

- Alberto Beggiolini

Un recente report di Cdp, EY e Luiss business school ha individuato quattro pilastri su cui fondare la ricostruzione dell’industria del turismo italiano

salento turismo mare pixabay
Salento (Foto: Pixabay)

Quattro pilastri su cui fondare la ricostruzione dell’industria del turismo italiano. Li ha individuati il recente report elaborato da Cassa depositi e prestiti, EY e Luiss business school, eloquentemente intitolato “Settore alberghiero e Covid-19: scenario, impatti, prospettive”. Partendo dall’impietosa analisi della situazione che s’è venuta a creare nel comparto che vale da solo il 13% del Pil e il 15% dell’occupazione nazionale (le imprese ricettive con fatturati dimezzati, per una perdita di circa 10 miliardi, altri 2-2,5 di liquidità volatilizzati, cali patrimoniali di altri 3), con 33 mila strutture e più di un milione di stanze, l’analisi propone quindi un vero piano per la ripartenza.

Primo pilastro: innovazione dell’offerta turistica. È necessario sviluppare nuovi modelli di esperienze turistiche per rassicurare i turisti sulla capacità dell’Italia di offrire viaggi sani e sicuri. Ad esempio, potrebbe essere utile sviluppare tecnologie digitali per monitorare e guidare i turisti durante la loro permanenza. Come? Con l’app digitale «Visit Italy» che segnali tutte le imprese ricettive, i trasporti e le destinazioni che sono in possesso del marchio/certificato «Safe Italy», per promuovere l’immagine dell’Italia come Paese preparato a gestire l’emergenza sanitaria nel rispetto degli standard internazionali.

L’app potrà anche accompagnare il percorso del turista dal suo arrivo e per tutta la sua permanenza, consigliando esperienze da realizzare e luoghi da visitare sulla base di preferenze e dati raccolti, oltre ad assicurare un’esperienza turistica sicura. Inoltre, per offrire servizi in linea con gli obiettivi di un turismo sostenibile e poco affollato, è necessario sviluppare un’offerta innovativa e integrata tra i vari attori della filiera turistica. I borghi e, in generale, i territori meno visitati e fuori dalle principali rotte turistiche potranno svolgere un ruolo chiave nell’offerta di un turismo “lento”, di prossimità, alternativo ai grandi centri turistici, coerentemente alle esigenze post-Covid. Anche il ricco e differenziato patrimonio enogastronomico italiano rappresenta una risorsa distintiva in grado di offrire un prodotto innovativo e sostenibile.

Capitolo trasporti: si dovrà assicurare un servizio capillare, in grado di raggiungere anche le zone più remote, aumentando il numero di corse su ciascuna tratta per compensare la riduzione dei posti disponibili. Capitolo partnership e stakeholder: il ruolo delle Regioni è decisivo nel coordinamento delle strategie tra diverse destinazioni: vanno creati piani integrati di sviluppo che favoriscano la distribuzione dei turisti su mete allargate e il coordinamento dell’offerta all’interno delle destinazioni stesse. L’istituzione di un Forum dedicato potrà favorire l’incontro periodico tra esperti in materia e figure istituzionali per discutere ed esaminare scenari e prospettive del turismo, definendo strategie condivise.

Secondo pilastro: politiche di sostegno finanziario e fiscale e di rafforzamento patrimoniale. Sono raccomandati contributi a fondo perduto, agevolazioni fiscali e altre misure per il rafforzamento patrimoniale, ipotizzando una differenziazione a seconda del dimensionamento delle imprese. Un set di incentivi in grado di favorire le aggregazioni e le partnership commerciali con stimoli finanziari, bonus fiscali e semplificazioni normative, per creare campioni nazionali, con brand riconoscibili e maggiormente strutturati, sviluppare infrastrutture digitali e promuovere incentivi che favoriscano investimenti brownfield (il rifinanziamento dei debiti). Una maggiore attenzione della domanda verso le condizioni di safety e security, insieme alla necessità di aumentare il valore percepito dell’offerta, renderanno necessario il miglioramento delle strutture alberghiere, soprattutto di media dimensione. Occorre prevedere condizioni favorevoli a tali interventi attraverso la semplificazione normativa e lo snellimento delle procedure amministrative.

Terzo pilastro: misure di tutela dell’occupazione e azioni di up-skilling e re-skilling del personale. Si parla di formazione: uno stanziamento di voucher per un importo di 1.500-3.000 euro in attività di formazione darà opportunità di acquisire le competenze richieste dal mercato, ad esempio per lo sviluppo di progetti innovativi e competenze manageriali. Vanno creati programmi per l’acquisizione di competenze su eco-sistemi e piattaforme digitali, elevando lo standard qualitativo del sistema di offerta e preparandolo alle sfide future. Supportare la forza lavoro con un programma che incentivi le imprese a investire in piani di formazione online e a distanza e in misure di protezione dell’impiego giovanile.

Quarto pilastro: recupero di fiducia nel sistema. Coordinamento di tutti gli organi di governo per garantire il dialogo tra Europa, Italia, Regioni e singoli territori nel definire standard di sicurezza comuni ed allineati alle migliori pratiche internazionali. Promozione di policy e pratiche manageriali: per garantire elevati standard riconosciuti in ambito internazionale (OMS)25 in tema di sicurezza e salute per imprese, persone, infrastrutture di trasporto e destinazioni.

Istituzione di un marchio/certificato «Safe Italy» da rilasciare alle imprese della filiera turistica che presenteranno i requisiti di igiene e sanificazione previsti dal Governo. Stabilire un protocollo di trasporto/viaggio dei clienti: per garantire ai clienti una mobilità senza la minaccia di spiacevoli quarantene, che sia riconosciuta in ambito internazionale anche da destinazioni successive del cliente. Lo Stato dovrà farsi carico del riconoscimento internazionale e/o reciprocità delle misure attuate per assicurare la libertà di movimento delle persone. Sviluppare una strategia di comunicazione integrata, continua e trasparente per diffondere a livello internazionale le policy messe in atto in tema di sicurezza e salute, sia ai potenziali visitatori che agli enti turistici dei Paesi esteri.

È fondamentale che il sistema Paese comunichi in modo integrato gli standard implementati e dia ampio risalto alla certificazione «Safe Italy» per intercettare i flussi turistici extra-nazionali. Promuovere selling point unici e innovativi in grado di differenziare il prodotto agli occhi del turista come unicità, sicurezza e tutela, benessere e stile di vita italiano, anziché esclusivamente sull’attrattività della destinazione. Collaborare con gli operatori del settore per promuovere accordi a favore dei consumatori, ad esempio attraverso la riprogrammazione di viaggi cancellati, in modo da offrire una percezione del sistema Paese come sicuro, equo e affidabile.

© RIPRODUZIONE RISERVATA