India, dopo 30 anni Himalaya visibile da 200 km/ Coronavirus fa calare l’inquinamento

- Davide Giancristofaro Alberti

India, dopo 30 anni l’Himalaya di nuovo visibile da circa 200 chilometri di distanza, grazie alla diminuzione delle polvere sottili nell’aria

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L'Everest (8848 metri) visto dal versante tibetano (LaPresse)

Se c’è una nota lieta nella drammatica emergenza coronavirus che stiamo ormai vivendo da un paio di mesi a questa parte, è la riduzione drastica dell’inquinamento. Tenendo conto che circa 4 miliardi di persone in tutto il mondo sono confinate in casa, e visto che i “motori” di molte aziende sono fermi causa misure restrittive anti-covid-19, l‘aria si è decisamente pulita in gran parte del globo. Ne sono un esempio lampante le immagini che ci giungono oggi dall’India, dove, per la prima volta negli ultimi 30 anni, sono “riapparse” le montagne dell’Himalaya, la catena di monti più imponente al mondo. Le vette, pensate, sono visibili da ben 200 chilometri di distanza, dalla città di Punjab, a nord della nazione indiana. Tutto merito del diradarsi delle polvere sottili, che ovviamente ha reso l’aria più limpida e soprattutto, meglio respirabile e meno inquinata. Numerosi i network che hanno ripreso la notizia, fra cui l’Ansa, la Cnn e molti altri ancora.

INDIA, HIMALAYA VISIBILE DA 200 KM: LO STUPORE DELLA POPOLAZIONE

Nel contempo, sono proliferati gli scatti sui social, in particolare su Instagram e Twitter, che mostrano appunto la maestosa catena dell’Himalaya visibile da grande distanza. Nella sola Nuova Delhi, una metropoli da circa 22 milioni di abitanti, si è verificato un calo delle polvere sottili pari al 44%, e in tutta l’India in generale, sono 85 le città dove l’inquinamento è sceso in maniera drastica grazie a due settimane di isolamento. “Per la prima volta in quasi 30 anni – ha scritto un utente su Twitter, stupito dall’immagine che gli si era palesata davanti agli occhi – ho potuto vedere chiaramente l’Himalaya a causa del blocco dell’India che ha favorito l’abbassamento dell’inquinamento atmosferico. Semplicemente fantastico”. E il minor inquinamento dell’aria rappresenta un nemico per il coronavirus. Vi è infatti in corso uno studio che mostra come il covid-19 sia più facilmente trasmissibile in ambienti inquinati, come appunto, le aree delle grandi metropoli mondiali.







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