India, giornalista morto di Covid in diretta Twitter/ “Saturazione 31, chi mi aiuta?”

- Silvana Palazzo

India, giornalista morto di Covid in diretta Twitter. Ha raccontato la sua agonia sui social: “Saturazione 31, chi mi aiuta?”. L’epidemia Covid è fuori controllo

Ospedale India
Ospedale in India (LaPresse, 2019)

L’epidemia Covid non è fuori controllo solo in Brasile, ma anche in India. Lo dimostra la morte di un giornalista indiano, che ha twittato in diretta la sua agonia mentre aspettava un posto letto in ospedale. «Ho 65 anni. Inoltre ho la spondilite, a causa della quale il mio ossigeno si è ridotto a 52», scrive Vinay Srivastava. Per rendersi conto della gravità della situazione, basti pensare che la saturazione di ossigeno nel sangue è considerata allarmante per i pazienti Covid-19 quando è al di sotto del livello 94. Gli utenti cominciano a inondare il suo post con messaggi di incoraggiamento. «Per quanto tempo dovrei mantenere la fede? Ora il mio livello di ossigeno è 50 e la guardia dell’ospedale di Balrampur non mi lascia entrare», risponde lui. Gli risponde il consigliere per i media del primo ministro dell’India, chiedendo i dettagli. «Il mio ossigeno è 31, quand’è che qualcuno mi aiuterà?», il suo ultimo tweet.

Il figlio Harshit lo stesso giorno twitta: «Papà non è più con noi. Dov’è l’ambulanza?». Il giornalista è stato infatti “rimbalzato” da tre ospedali che gli hanno rifiutato un letto perché non potevano aiutarlo. Uno gli ha chiesto una lettera di un ufficiale medico capo per ricoverarlo, ma l’uomo non è riuscito a recuperarlo e così è morto senza ricevere cure mediche.

INDIA, EPIDEMIA COVID FUORI CONTROLLO

La morte del giornalista Vinay Srivastava ha spunto il ministro Yogi Adityanath ad aprire gli ospedali privati e pubblici senza la necessità di un permesso a tutti i pazienti positivi e sospetti Covid. Ma la situazione è grave, perché il coronavirus ha messo in ginocchio l’India. Nell’ultima settimana c’è stato un aumento vertiginoso di casi, che ha spinto il Paese oltre 15 milioni di contagi e ha paralizzato il sistema sanitario. A Nuova Delhi, ad esempio, domenica erano disponibili meno di 100 posti in terapia intensiva e parliamo di una città di oltre 20 milioni di abitanti. Quel giorno l’India ha registrato 273.802 nuovi casi. I malati si ritrovano a lottare per un posto in ospedale, per ottenere bombole di ossigeno e medicine. Nell’Uttar Pradesh, lo Stato dove viveva Vinay Srivastava, i cimiteri traboccano di cadaveri, infatti la settimana scorsa sono diventati virali foto e video dei cimiteri. Un forno crematorio addirittura ha preso fuoco perché sono stati messi a bruciare troppi corpi contemporaneamente. Inoltre, hanno provato a coprire la vista dei cimiteri con fogli di latta. Una scelta criticata come le difficoltà nella vaccinazione: solo il 2,29% della popolazione è stato vaccinato.



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