INDICE RT 0.69, MONITORAGGIO ISS 25 GIUGNO/ Incidenza a 11, preoccupa variante Delta

- Niccolò Magnani

Il monitoraggio Iss conferma l’indice Rt a 0.69, incidenza cala a 11 casi su 100mila abitanti: Italia tutta zona bianca, resta l’allarme variante Delta

Rezza e Brusaferro
Monitoraggio Iss: Silvio Brusaferro e Gianni Rezza (LaPresse)

Anche questa settimana tende a migliorare la situazione epidemiologica, secondo quanto emerge dal monitoraggio ISS di oggi, venerdì 25 giugno. L’incidenza scende a 11 casi su 100mila, l’indice Rt si attesta a 0,69, il tasso di occupazione dei posti letto è al 4 per cento nelle terapie intensive (362 persone ricoverate). Discorso analogo per le aree mediche (2.289 degenti). Tuttavia Ministero e Regioni e Province autonome stanno alzando la guardia a causa della circolazione della variante Delta: fondamentale diventa dunque fare un ampio ricorso alla campagna di vaccinazione (ormai quasi tutte le fasce d’età sopra i 50 anni hanno superato il 70% di vaccinati con la prima dose) e adottare comportamenti prudenti e rispettosi.

Il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, ha affermato che negli ultimi giorni l’Ecdc ha segnalato l’aumento della circolazione della variante Delta: questa potrà diventare la mutazione dominante nella circolazione in tutti i Paesi del Vecchio Continente. (aggiornamento di Alessandro Nidi)

MONITORAGGIO ISS: RT A 0.69

L’indice Rt rimane stabile per la terza settimana consecutiva – a 0.69cala ancora l’incidenza dei casi Covid ma viene rilevata per la prima volta l’allerta per la variante Delta: questo il sunto del monitoraggio Iss presentato stamane alla cabina di regia di Palazzo Chigi, esposto poi in maniera più completa nella consueta conferenza stampa degli esperti dell’Istituto Superiore di Sanità in diretta video streaming dal canale YouTube del Ministero della Salute questo pomeriggio.

La fotografia dell’ultima settimana monitorata (14-20 giugno) conferma quanto di buono visto negli ultimi 2 mesi: la curva del Covid-19 scende ancora, con l’indice Rt fermo a 0.69 e tutte le Regioni/Province con incidenza sotto quota 50 su 100mila abitanti: il dato nazionale si ferma al molto basso 11 casi per 100mila abitanti (era 17 lo scorso monitoraggio), il che comporta da lunedì 28 giugno l’adozione della zona bianca sull’intero arco nazionale (compresa la Valle d’Aosta, l’ultima regione in zona gialla in questa settimana che va a concludersi). «L’incidenza – si legge nella bozza del monitoraggio Iss, diffusa dal Quotidiano Sanità – , sia sull’intero territorio nazionale che in tutte le regioni/PPAA, continua a diminuire ed è in tutte le Regioni/PPAA sotto il 50 per 100.000 abitanti ogni 7 giorni. L’effettuazione di attività di tracciamento sistematico possono consentire una gestione basata sul contenimento ovvero sull’identificazione dei casi e sul tracciamento dei loro contatti».

MONITORAGGIO ISS: L’ALLERTA SULLA VARIANTE DELTA

Tutte le Regioni, ad esclusione del Molise con rischio “moderato”, rilevano rischio basso di contagiosità, con un indice Rt compatibile allo scenario di tipo 1 (il più basso): ancora la bozza del monitoraggio Iss presenta dati incoraggianti per quanto riguarda le strutture ospedaliere. Ad esempio, il tasso di occupazione in terapia intensiva è 4%, sotto la soglia critica, con una diminuzione nel numero di persone ricoverate che passa da 504 (15/06/2021) a 362 (22/06/2021); «il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale scende ulteriormente (4%). Il numero di persone ricoverate in queste aree passa da 3.333 (15/06/2021) a 2.289 (22/06/2021)». Infine, si segnala una diminuzione nel numero di nuovi casi non associati a catene di trasmissione (2.407 vs 3.961 la settimana precedente). Resta però un punto dolente e dirimente affondato da Iss e Ministero della Salute e riguarda la situazione sulla variante Delta (indiana): «Vengono segnalati anche in Italia focolai di varianti del virus SARS-CoV-2, in particolare della variante delta, che presentano una maggiore trasmissibilità e/o la potenzialità di eludere parzialmente la risposta immunitaria. La circolazione di queste varianti ha portato ad un inatteso aumento dei casi in altri paesi europei con alta copertura vaccinale, pertanto è opportuno realizzare un capillare tracciamento e sequenziamento dei casi. Il raggiungimento di una elevata copertura vaccinale ed il completamento dei cicli di vaccinazione rappresenta uno strumento indispensabile ai fini della prevenzione di ulteriori recrudescenze di episodi pandemici».



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