Infarto scambiato per gastrite: 53enne morto in poche ore/ Medico di Roma a processo

- Davide Giancristofaro Alberti

Un 53enne è morto per infarto, ma il medico che l’aveva visitato gli aveva diagnosticato una gastrite: il camice bianco a processo

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Immagine di repertorio (Foto: Pixabay)

La procura di Roma ha aperto un’indagine a seguito della morte del 53enne Giuseppe Mura, operaio di Primavalle che dopo essere stato trasportato in ospedale con dolori strazianti all’addome, sarebbe stato dimesso per poi morire la mattina successiva, a sei ore dal mancato ricovero. E’ accaduto, come riferisce il quotidiano IlMessaggero, presso il pronto soccorso dell’ospedale Cristo Re fra il 24 novembre 2019 e il giorno successivo. La vittima aveva avuto un infarto, ma i medici lo avevano invece curato per epigastralgia, un dolore all’addome comunemente noto come gastrite.

Una diagnosi errata che secondo il pm Vincenzo Barbara vale un processo con l’accusa di omicidio colposo nei confronti del medico di turno, una dottoressa ritenuta da colleghi meticolosa, ma che quel giorno avrebbe sottovalutato i risultati emersi dall’elettrocardiogramma. Attraverso il tracciato cardiaco erano state evidenziate due anomalie che però il camice bianco non avrebbe considerato a dovere.

53ENNE MORTO PER INFARTO, MA MEDICO DIAGNOSTICO’ GASTRITE: IL COMMENTO DELLA MOGLIE

Secondo quanto sostiene la procura «il medico, discostandosi dalle linee guida del settore, preso atto dei sintomi di dolore addominale epigastrico da tre giorni di tipo intermittente», non avrebbe sottoposto il paziente ad ulteriori accertamenti «nonostante i sintomi riferiti dal paziente Giuseppe Mura rientrassero nelle possibili manifestazioni atipiche di una sindrome coronarica acuta» e «Dimettendo il degente con la diagnosi di epigastralgia ne causava quindi il decesso avvenuto nella propria abitazione per arresto cardiocircolatorio scatenato dalla rottura di una placca coronarica». Chi indaga è convinto che la morte sarebbe stata evitabile con un semplice approfondimento diagnostico. La moglie del defunto aggiunge: «Mio marito ha avuto un altro forte malore alle tre di notte, ossia a tre ore dalle dimissioni, mentre alle 6 è morto. Anche se formalmente la morte è stata registrata alle 6.50. Insomma è morto a sei-sette ore dalle dimissioni, meno di ventiquattro. Ha lasciato un figlio ora diciottenne». A breve si aprirà un processo e si accerteranno eventuali responsabilità.



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