Inflazione/ Calo importante ma non basta: serve aumento del salario (5 dicembre 2023)

- Danilo Aurilio

I dati sull'inflazione sembrano registrare segnali positivi (calo rispetto a due mesi fa). Occorrono altre misure economiche più urgenti, prima che si tocchi la soglia di povertà

istat (LaPresse)

Nonostante l’inflazione abbia subito una frenata piuttosto evidente, tranne in alcuni settori, la domanda che si pongono i cittadini di tutto il mondo è pressoché uguale per tutti: c’è da aspettarsi un calo del costo della vita?

Tra chi pensa a contrastare l’inflazione con gli investimenti, e chi invece resta preoccupato, cercheremo di fare maggiore chiarezza sul quadro che potremmo aspettarci nel prossimo periodo d’interesse.

L’attuale calo della inflazione (2,4% rispetto al 2,9% di ottobre e il 4,3% di settembre), sembra essere vicino all’obiettivo target della BCE: 2% nel breve periodo. Ma questo effetto, che cosa comporta in termini pratici?

Inflazione in calo: ma occorrono altre misure economiche

Nonostante l’inflazione sia in calo, e questo potrebbe comportare un lieve calo dei prezzi, la verità è che sui beni alimentari (costi ancora elevati), e su altri settori merceologici, non ci si può aspettare di vederli tornare ai livelli di due anni fa.

Occorrerebbe – soprattutto in Italia – aumentare i salari, che rispetto ad un paio d’anni fa si è registrato un calo del -7,3%. L’unico contratto collettivo che al momento ha trovato dei benefici in termini economici, è quello del settore bancario.

Adeguare un contratto collettivo rispetto a tutti gli altri settori merceologici esistenti, è chiaro che non basta. E se non ci sarà nessuna deflazione o comunque troppo bassa, cosa ci resta da fare?

Sull’argomento inflazione è intervenuta Christine Lagarde, Presidente della Banca centrale europea, che ha invitato esperti ed analisti a prestare attenzione alle conclusioni affrettate, dato che secondo le sue ipotesi i tassi d’interesse resteranno elevati fino a che non ci sia una vera e propria stabilizzazione.

A dir la sua anche l’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, che ha specificato quanto segue: «la durata inerente alla fase restrittiva dipenderà dall’evoluzione delle variabili macroeconomiche».

Infine, Fabio Panetta, neogovernatore di Banca di Italia, ha dichiarato: «potrebbe essere più breve qualora la persistente debolezza dell’attività produttiva accelerasse il calo dell’inflazione».





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