C'è il rischio che l'influenza aviaria possa dare vita ad una pandemia peggiore di quella del covid: ne è certa la scienziata dell'istituto Pasteur
L’influenza aviaria potrebbe trasformarsi in una pandemia peggiore del Covid. A comunicarlo, come si legge sull’autorevole agenzia internazionale Reuters, è il prestigioso Istituto Pasteur, con sede in Francia. Il virus dell’influenza aviaria si sta diffondendo sempre di più fra il pollame ma anche gli uccelli selvatici e i mammiferi e, se tale diffusione alla fine risultasse incontrollata – ma soprattutto – se mutasse, potrebbe appunto dare vita a una pandemia globale simile a quanto accaduto nel 2020.
È la convinzione del direttore del centro per le infezioni respiratorie dell’Institut Pasteur, ricordando come ad oggi l’influenza aviaria abbia causato delle gravissime perdite agli allevamenti, tenendo conto che in tutto il mondo – Italia compresa – ci sono stati centinaia di migliaia di abbattimenti di uccelli e polli, causando anche un aumento dei prezzi. Sebbene le infezioni umane rimangano rarissime, pochissimi casi in tutto il mondo e quasi nessuno grave, “Quello che temiamo è che il virus si adatti ai mammiferi, e in particolare agli esseri umani, diventando capace di trasmettersi da uomo a uomo, e che questo virus diventi un virus pandemico”, ha spiegato all’agenzia Reuters Marie-Anne Rameix-Welti, direttrice medica del centro per le infezioni respiratorie dell’Institut Pasteur.
L’istituto di medicina francese è stato uno dei primi laboratori europei a sviluppare il test per individuare il virus del Covid, rendendo poi disponibili i protocolli presso tutti i laboratori mondiali e l’Organizzazione mondiale della sanità. Purtroppo le persone hanno degli anticorpi contro i virus più comuni, come ad esempio quello dell’influenza stagionale e, da cinque anni a questa parte, contro il Covid, ma non esiste alcun anticorpo contro l’influenza aviaria H5. Il problema però è che, a differenza del Covid, che andava a colpire soprattutto persone anziane e fragili, il virus dell’influenza H5 va ad attaccare anche le persone sane, compresi i bambini, ha spiegato ancora Rameix-Welti.
INFLUENZA AVIARIA PROSSIMA PANDEMIA? LE INFEZIONI DEGLI ULTIMI MESI
“Una pandemia di influenza aviaria sarebbe probabilmente molto grave, potenzialmente anche più grave della pandemia che abbiamo sperimentato”. Negli ultimi mesi – come accennato sopra – si sono verificati diversi casi di infezione fra l’uomo, quasi tutti però di persone a contatto con animali infetti: l’ultimo è stato registrato questo mese nello Stato di Washington e ha provocato la morte dello stesso paziente, un uomo che soffriva di patologie pregresse.
In totale, stando all’OMS, sono stati quasi 1.000 i focolai di influenza umana fra il 2004 e il 2025, soprattutto in Egitto, Indonesia e Vietnam, e il 48% delle persone colpite è deceduto. Per Gregorio Torres, responsabile del Dipartimento scientifico dell’Organizzazione mondiale per la salute animale, il rischio di una pandemia di aviaria resta comunque basso: “Dobbiamo essere pronti a reagire con sufficiente anticipo. Ma per il momento, possiamo tranquillamente passeggiare nella foresta, mangiare pollo e uova e goderci la vita. Il rischio di pandemia è una possibilità. Ma in termini di probabilità, è ancora molto basso”.
INFLUENZA AVIARIA PROSSIMA PANDEMIA? “IL MONDO SAREBBE PRONTO”
Per Rameix-Welti, comunque, qualora l’H5 dovesse mutare e diventare trasmissibile all’uomo, il mondo sarebbe pronto proprio grazie a quanto appreso durante la recente pandemia passata di Coronavirus. La dottoressa ha infatti spiegato che la risposta sanitaria sarebbe sicuramente più tempestiva grazie a ciò che abbiamo vissuto purtroppo sulla nostra pelle, senza dimenticare che in lavorazione vi sono già diversi vaccini, a differenza invece di quanto è accaduto con il covid dove di fatto non avevamo alcuna difesa.
Infine, come dimenticare gli antivirali, anche questi già presenti, e che potrebbero dare una mano nella cura di eventuali casi. Dichiarazioni che sicuramente rassicurano, anche se il pensiero di affrontare una nuova pandemia, con nuove restrizioni e via discorrendo, non è di certo allettante. Speriamo quindi che il virus dell’influenza aviaria non muti mai, anche se sono molti gli scienziati convinti che, così come è arrivato il virus del Covid, nei prossimi anni si verificherà una nuova pandemia mondiale.
