Infortunio Roberto Baggio/ Disse a sua mamma: “Se mi vuoi bene, uccidimi”

- Mauro Mantegazza

Infortunio Roberto Baggio: il 5 maggio 1985 l’allora giovane talento ebbe una gravissima lesione e arrivò a chiedere alla madre di ucciderlo per porre fine al dolore.

Baggio Vicenza
Roberto Baggio ai tempi del Vicenza

INFORTUNIO ROBERTO BAGGIO: E LA VOGLIA DI FARLA FINITA…

Il 5 maggio 1985 è il giorno in cui un gravissimo infortunio colpì Roberto Baggio, rischiando di privare il calcio di un talento che era già una grande promessa e sarebbe poi diventato una leggenda in tutto il mondo. Fu un dolore atroce per Baggio, che ai tempi giocava con il Vicenza ed arrivò a dire a sua mamma: “Se mi vuoi bene, uccidimi”. La madre naturalmente lo aiutò a superare il trauma e lo sconforto, adesso per fortuna possiamo raccontare una storia a lieto fine.

Torniamo però a quel giorno: Roberto Baggio aveva 18 anni ed era il fiore all’occhiello del Vicenza, la squadra della sua città. Con quel talento, nonostante la giovanissima età era già un titolare fisso per la squadra veneta, che giocava in Serie C1. Le statistiche di quel campionato ci parlano di 29 presenze e 12 gol, fino al match contro il Rimini allenato da un certo Arrigo Sacchi, che era ancora un allenatore di provincia.

Il primo incrocio tra Roberto Baggio e Sacchi rischiò di essere anche l’ultimo: “Feci una scivolata e sentii un dolore atroce. Durò un secondo, poi sparì…. Un attimo dopo però realizzai che mi ero infortunato seriamente: il riscontro fu lesione al crociato sinistro e al menisco. Si parlava di un anno di stop”, così Roberto Baggio ha raccontato in seguito il suo infortunio.

INFORTUNIO ROBERTO BAGGIO: IL DRAMMA, LA PAURA E LA RINASCITA

Una notizia disastrosa anche per la Fiorentina, che appena due giorni prima aveva comprato il grande talento emergente: l’infortunio allo stadio Romeo Neri di Rimini sembrava infatti il capolinea della carriera di Roberto Baggio, e forse non solo di quella. Ricorda ancora il Divin Codino: “Avevo le graffette su tutta la gamba, il ginocchio era molto gonfio. Mi misero 220 punti interni di sutura. Fu un dramma, mi cadde il mondo addosso. Volevo lasciare perché pensavo di non poter più camminare”. Ecco dunque la paura da parte di Roberto Baggio di avere rovinato per sempre non solo la propria carriera, ma anche la vita, fino alle parole rivolte alla madre in un momento di sconforto: “Se mi vuoi bene uccidimi”.

Iniziò per Roberto Baggio un cammino di recupero lunghissimo dall’infortunio, con il sostegno anche della Fiorentina, che decise di non recedere dal contratto: “Capii che la vita impone di ripartire ogni giorno. Accettare e superare le difficoltà. Molti che avevano avuto il mio stesso infortunio smisero di giocare, e io lì ci andai molto vicino”.

In effetti fu proprio nei lunghissimi mesi di convalescenza che Roberto Baggio abbracciò la fede buddista: nella successiva stagione 1985-1986 giocherà solamente cinque partite in Coppa Italia, nel 1986-1987 ecco un nuovo infortunio, tanto che il primo gol di Roberto Baggio in Serie A sarebbe arrivato solo il 10 maggio, su punizione al San Paolo nel giorno dello scudetto matematico del Napoli di Maradona. Il modo migliore per chiudere un incubo e dare il via alla leggenda…







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