INPS, TRIDICO “RIEMPIAMO DI SOLDI ITALIANI? MAI DETTO”/ Telese replica ”Il titolo…”

- Silvana Palazzo

Inps, Tridico nella bufera: “Abbiamo riempito di soldi gli italiani? Mai detto”. Luca Telese replica al presidente dell’Istituto previdenziale: “Titolo rispecchia suo pensiero”

Tridico
Pasquale Tridico, Presidente Inps (LaPresse, 2020)

«Non ho mai usato l’espressione “stiamo riempiendo di soldi gli italiani”». Pasquale Tridico, presidente dell’Inps, si difende dalle critiche ricevute oggi dopo l’intervista rilasciata a Tpi. Il numero uno dell’Istituto previdenziale se l’è presa con la testata giornalistica: «Questo purtroppo è stato il titolo infelice e anche erroneamente virgolettato alla mia intervista su tpi». In effetti, nell’intervista non c’è traccia di questa espressione: Tridico ha parlato di un «fiume» di domande per il quale lo Stato si è ritrovato a elargire 26 miliardi per 18 milioni di persone. «Io ho solo descritto con dovizia di particolari il grande lavoro di Inps e dei suoi lavoratori in tutte le prestazioni covid al servizio del paese», ha quindi precisato Tridico. Luca Telese, autore dell’intervista, su Twitter ha scritto: «Il titolo riassume, poi hai 200 righe per ogni dettaglio». Ad un altro utente ha poi scritto: «I titoli non li fa mai chi scrive il pezzo. È una regola giornalistica». E poi ha aggiunto in un altro tweet: «Il titolo riassume questo concetto: l’Inps sta facendo helicopter money agli italiani. Mi pare inoppugnabile. Quindi il titolo non tradisce il senso del pensiero di Tridico». (agg. di Silvana Palazzo)

INPS, “ABBIAMO GESTITO 26 MILIARDI DI EURO”

Pasquale Tridico difende l’Inps dalle accuse arrivate in questi mesi di emergenza coronavirus. «Io credo che in questa crisi si sia confermata come il perno dello Stato sociale». Nell’intervista rilasciata a Luca Telese su Tpi, ha spiegato che non copierebbe nulla dall’estero, al massimo potrebbe avvenire il contrario. «Veramente ci sono gli inglesi che vorrebbero copiare da noi la cassa integrazione». Peccato che i tempi di quella in deroga siano stati a dir poco farraginosi. «Ma per via del meccanismo previsto dalla legge, non per nostri ritardi». E va tenuto conto anche dei numeri enormi di pratiche che bisogna gestire. «Su 7,5 milioni di potenziali percettori, noi abbiamo già pagato, tra conguagli e pagamenti diretti, casse integrazioni a 5 milioni di cittadini». L’Inps, dunque, va giudicata per quello che sta facendo ora che i provvedimenti sono entrati a regime, tenendo poi conto che i numeri fanno tremare i polsi. «Se a gennaio qualcuno mi avesse detto che oggi avremmo gestito 26 miliardi di euro (oltre ai 10 del decreto Cura Italia), riuscendo a coprire 18 milioni di persone (e 11 milioni di persone nel decreto Cura Italia), io lo avrei scambiato per un matto».

INPS, “NESSUN PROBLEMA DI COPERTURA”

Per Pasquale Tridico non ci sono problemi di copertura o disponibilità di risorse. La spesa prevista «è esattamente in linea con le risorse che abbiamo preventivato». Il presidente dell’Inps ha spiegato a Tpi perché è più semplice corrispondere il bonus 600 euro che le casse integrazioni: «È come se l’Inps dovesse fare le buste paga per tutte le aziende italiane». In Inghilterra se ne starebbe discutendo perché «è l’unico modo di garantire quelle tutele che con le altre forme di sussidio vanno perse. È lo strumento che ti tutela di più». L’obiettivo del governo è semplificarla per tagliare i tempi, anche se bisogna comunque rispettare l’esigenza del controllo. «Dobbiamo stare attenti a non dare casse integrazione ad aziende fittizie. Oppure lavoratori con cassa, a zero ore, che continuano a lavorare a nero». Chi però aveva una parte di stipendio dichiarata e un’altra la percepiva in nero, si è ritrovato un importo basso di cassa integrazione. «Spero che in questa crisi tutti i datori di lavoro abbiamo imparato che pagare in nero o evadere diventa un boomerang quando devi chiedere sussidi».

TRIDICO, LE PARTITE IVA E LE TUTELE PER I LAVORATORI

Pasquale Tridico a Tpi ha parlato anche delle partite Iva e gli autonomi: «Erano i lavoratori che conoscevamo meno. Adesso sappiamo molto più su di loro. Così come conosciamo meglio i poveri grazie al reddito di cittadinanza». Sul reddito di emergenza, pensato per tutelare i lavoratori più deboli, «magari proprio i sottopagati di cui parlavamo prima», il presidente dell’Inps parla di ben 50mila domande. Se comunque dovesse individuare qualcosa da copiare nel mondo, attingerebbe dai paesi scandinavi e dalla Germania. «Ma la risposta dello stato sociale italiano è stata straordinaria. In America e in tanti paesi i più poveri non prendono nulla. Qui siamo arrivati dappertutto. Abbiamo coperto tutte le categorie». Se c’è qualcosa che manca, magari è la liquidità, ma l’Inps l’ha data nei limiti del suo mandato, secondo Tridico. Infine, sulla sostenibilità di questo debito: «Da economista so che recuperare 20 punti di Pil è molto più difficile. Ma il debito è sostenibile. Se non abbiamo sentito parlare di minaccia spread è per un motivo chiaro».

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