Io speriamo che me la cavo/ Diretta streaming video: film di Lina Wertmüller (Rete 4)

- Matteo Fantozzi

Io speriamo che me la cavo in onda oggi, 7 gennaio, su Rete 4 dalle 21.30 (diretta streaming video). Paolo Villaggio protagonista, tutto quello che c’è da sapere.

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Io speriamo che me la cavo

Io speriamo che me la cavo viene premiato da MyMovies con tre stellette sulle cinque messe a disposizione: “Buona l’interpretazione di Paolo Villaggio che è più misurato del solito, che finalmente nei primi anni novanta ha ripreso a essere valorizzato. Si sorride spesso, forse una maggiore sobrietà avrebbe però aiutato ad apprezzare di più questo film”.

Due sono le stellette che ci arrivano da ilMorandini, dove leggiamo: “Lina Wertmüller mette la sordina al suo linguaggio motorizzato ed eccitato, ma ogni tanto le scappa qualche acuto dissonante, soprattutto per quanto riguarda la colonna sonora affardellata. E i bambini? Pur se costretti a dialoghi scritti a tavolino sono napoletani e dunque attori nati”. Io speriamo che me la cavo sarà trasmesso in prima serata da Rete 4. Clicca qui per seguire il film in diretta streaming su MediasetPlay.

Io speriamo che me la cavo, film girato a Taranto e non a Napoli

Io speriamo che me la cavo inizialmente doveva essere girato a Napoli, ma l’ambiente aveva preteso il 10% del budget spingendo così la troupe a spostarsi a Taranto. A differenza del libro da cui il film è tratto, il paesino è immaginario, Corzano non esiste e il motivo risiede nella necessità di mantenere inalterato il diritto d’autore. Nel libro infatti il mare non è presente essendo ambientato nell’entroterra, novità che è piaciuta moltissimo alla regista che l’ha inserito organicamente come elemento chiave della trattazione. Il ruolo di protagonista dell’opera doveva essere affidato a Celentano, la trattativa non andò in porto e fu designato così Paolo Villaggio. Uno dei piccoli studenti è Ciro Esposito, precisamente Raffaele. L’attore classe 1981 di Napoli debuttò proprio con quel film arrivando poi a lavorare con grandissimi registi come i fratelli Taviani, Mario Martone, Carlo Vanzina e Renzo Martinelli tra gli altri. Ha lavorato moltissimo anche sul piccolo schermo e a teatro.

Io speriamo che me la cavo, film di Rete 4 diretto da Lina Wertmüller

Io speriamo che me la cavo andrà in onda oggi, venerdì 7 gennaio, nella prima serata di Rete 4 a partire dalle ore 21.30. Tratto dal libro di Marcello D’orta, il film è stato girato nel 1992 da Lina Wertmüller e vede come protagonista Paolo Villaggio, si tratta di una classica commedia all’italiana. Oltre a Villaggio il cast è composto da volti noti dell’epoca tra cui ritroviamo Giorgio Morra, Isa Danieli e Sergio Solli.

Io speriamo che me la cavo, la trama: una scuola a Napoli

Leggiamo la trama di Io speriamo che me la cavo. Paolo Villaggio interpreta il maestro delle scuole elementari Sperelli che per un errore invece di essere mandato in Liguria ad insegnare, viene inviato in un quartiere napoletano. L’uomo poco avvezzo all’ambiente, cerca di far andare gli alunni a scuola che a causa della povertà deve rincorrere per strada poiché passano gran parte del loro tempo a lavorare. Il bidello, capo della scuola, poiché probabilmente facente parte di un clan mafioso è colui che gestisce la scuola, mentre la presidente non c’è mai. Un bambino, prendendo le orme della famiglia, si rivolge male al maestro che lo colpisce con uno schiaffo, la classe lo ammira ma l’uomo ferito, si mette in malattia.

La madre invece lo contatta chiedendogli di prendere il bambino sotto al sua ala affinché non prenda una cattiva strada. L’uomo così si riprensenta in classe rispondendo con una poesia alla provocazione del giovane. Si guadagnerà l’apprezzamento della classe in maniera tranquilla. In gita alla Reggia di Caserta, Raffaele prenderà parte insieme alla classe alla visita, fingendo di aver finito la benzina, in realtà il ragazzo voleva stare solo con i compagni che scoperto l’inganno lo deridono.

Una sera, sua madre sta male, ha una colica renale ma nessun mezzo riesce a portarla in ospedale, neppure il maestro ha l’auto perché lui stesso gliel’ha messa fuori uso. L’uomo così prenderà un passaggio da un truffatore e in ospedale sarà costretto a minacciare una suora per farsi aiutare, Sperelli comprende di essere peggiorato così come Raffaele è migliorato. parte così verso la sua Liguria leggendo il tema che il ragazzo ha scritto, che finisce proprio con la frase che darà il titolo al film.





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