Iran, sanzioni Usa contro Ali Khamenei/ Teheran, “via diplomatica chiusa per sempre”

- Dario D'Angelo

Donald Trump firma nuove sanzioni contro l’Iran e mette nel mirino la Guida Suprema, l’ayatollah Ali Khamenei. Poi rivendica la sua autonomia dal Congresso.

Donald Trump
Donald Trump (LaPresse)

Le sanzioni Usa firmate da Donald Trump nei confronti della Guida Suprema dell’Iran, Ali Khamenei, rischiano di rappresentare una pietra tombale nelle relazioni tra Washington e Teheran. Questo almeno stando a sentire le dichiarazioni del portavoce del ministro degli Esteri iraniano Abbas Mousavi, che ha dichiarato:”Dopo le ultime sanzioni il canale della diplomazia con gli Stati Uniti è chiuso per sempre”. Il portavoce, come riportato da “La Repubblica”, ha aggiunto:”L’amministrazione Trump sta distruggendo ogni meccanismo per il mantenimento della pace e della sicurezza”. Dunque stando alla posizione di Teheran non resterebbe che la prova di forza muscolare, se non addirittura il conflitto armato, per risolvere le dispute con gli Stati Uniti. Come deciderà di rispondere Donald Trump dopo questa forte dichiarazione degli iraniani? (agg. di Dario D’Angelo)

IRAN, SANZIONI USA CONTRO ALI KHAMENEI

Non accennano a placarsi le tensioni tra Usa e Iran, con il presidente Trump che ha firmato un ordine esecutivo che impone nuove sanzioni contro l’Iran. Un provvedimento che il tycoon ha assicurato sarebbe scattato anche senza l’abbattimento del drone Usa da parte degli iraniani nello Stretto di Hormuz. Nel mirino delle sanzioni è finito in particolare il leader supremo iraniano, l’ayatollah Ali Khamenei, insieme al suo entourage. Il segretario al Tesoro americano, Steven Mnuchin, ha spiegato che gli Stati Uniti congeleranno miliardi di dollari di fondi attivi dell’Iran negandogli l’accesso finanziario. Trump ha sottolineato come l’imposizione di nuove sanzioni rappresenti una “risposta forte e proporzionata” alle provocazioni di Teheran ma ha aggiunto che per quanto gli Usa abbiano mostrato finora “molta moderazione” questo “non significa che la mostreremo in futuro”.

TRUMP, “SU ATTACCO DECIDO SENZA IL CONGRESSO”

Dunque Donald Trump si lascia aperto un ventaglio di opzioni di diversa natura per giocare la partita con l’Iran, compreso quello di un conflitto militare. Una mossa strategica da interpretare con la volontà di non mostrare debolezza a Teheran e soprattutto evitare che venga avvalorata la teoria di pensiero secondo cui l’Iran può provocare all’infinito ma il tycoon non darà il via ad una guerra considerandola sconveniente ai fini della sua rielezione alla Casa Bianca. In ogni caso The Donald ha rivendicato la sua autonomia:”Non ho bisogno dell’approvazione del Congresso” per un attacco all’Iran ha detto in un’intervista a The Hill. Trump ha aggiunto:”Mi piace l’idea di avere il Congresso a fianco” ma non serve la sua autorizzazione a procedere. Di diverso avviso la speaker della Camera, la democratica Nancy Pelosi, ma Trump ha liquidato la questione con un netto:”Non sono d’accordo”.

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