ISCRIZIONE SCUOLE SUPERIORI/ La scelta che deve guardare già al mondo del lavoro

- Giancamillo Palmerini

In questi giorni le famiglie italiane sono alle prese con la cruciale scelta delle scuole superiori che i loro figli dovranno frequentare

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(LaPresse)

Un vecchio adagio ci ricordava come l’Epifania tutte le feste le portasse via. E, infatti, finite le feste al posto del dolce iniziamo a “gustare” il più amaro carbone della vita quotidiana del lavoro e, per i più giovani, e della scuola. Uno dei primi impegni che aspettano i ragazzi, ma anche (forse soprattutto) le loro famiglie, è quello, entro il 31 gennaio, relativo alla scelta per le iscrizioni alle classi prime delle scuole primarie e secondarie di primo e di secondo grado.

Le iscrizioni on line entro la fine di questo mese, è bene ricordarlo, sono obbligatorie per le scuole statali e facoltative per le scuole paritarie e riguardano anche i corsi di istruzione e formazione dei Centri di formazione professionale regionali delle regioni, la grande maggioranza, che hanno scelto tale procedura. Cosa faranno i ragazzi è, ovviamente, impossibile da prevedere per quanto attiene a un bivio, specialmente per quanto attiene alle superiori, sicuramente cruciale, anche se non definitivo, per il proprio futuro e per immaginare il proprio avvenire almeno a livello professionale. Possiamo, però, vedere i numeri e le dinamiche dello scorso anno.

Complessivamente, le domande di iscrizione alle prime classi per sono state 1.553.278. Circa un milione sono state quelle presentate alle scuole del Primo ciclo (473.294 alla Scuola primaria e 537.330 alla Secondaria di primo grado), mentre sono state 542.654 le domande ai percorsi di istruzione e formazione di secondo grado.

Il percorso liceale è continuato a essere quello preferito, con ben il 54,6% di iscritti. In più ampia visione a livello triennale emerge come la scelta del Liceo scientifico, ma anche del Classico, risulti in costante ascesa. Se un ragazzo poi su quattro ha scelto di studiare allo Scientifico, l’opzione delle Scienze applicate, con l’8,2% di iscritti, è quella che ha registrato il maggior incremento (+0,6% rispetto al 2017/2018). Per il Classico, la quota dei nuovi ingressi sale al 6,7%.

La preferenza per le materie dell’area scientifica si riflette, in questo quadro, anche nella crescita delle iscrizioni agli Istituti tecnici che raggiungono il 31% del totale. In particolare gli indirizzi del settore “Tecnologico”, con il 19,7% di iscritti, sono quelli che ottengono il maggiore interesse. Si conferma, infine, la vocazione femminile per gli studi liceali (60,5% dei nuovi iscritti) con picchi che riguardano il Liceo musicale (90,6%) e le Scienze umane (88,6%). Negli Istituti tecnici la situazione, storicamente, si ribalta e il 70% degli iscritti è di sesso maschile (una quota che raggiunge addirittura l’83% per gli indirizzi del settore Tecnologico).

L’auspicio è che questa “scelta” venga fatta, sempre più, con criterio cercando il giusto bilanciamento tra i propri talenti, e potenzialità, e le prospettive, e i possibili sbocchi professionali. Alcuni passi importanti negli ultimi anni sono stati, certamente, fatti, ma ancora molto resta da fare. Da una parte le scuole, o più in generale le istituzioni formative, devono essere in grado di mettere in campo un’offerta formativa che guardi alle esigenze del mondo del lavoro, a partire da quello del territorio in cui operano, del presente e del futuro. Non possono, però, mancare azioni di sistema per promuovere l’orientamento dei ragazzi, ma anche di genitori, spesso determinanti nella scelta della scuola, che, in molti casi, affrontano la decisione con schemi mentali, e prospettive, del passato e che risultano inadeguati a leggere le opportunità, e i rischi, del mondo in cui i loro ragazzi saranno chiamati a vivere.

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