Iscrizioni scuola classifica 2021-22/ 57% sceglie Licei, poi Tecnici e Professionali

- Mirko Bompiani

Iscrizioni a scuola, la classifica del Ministero dell’Istruzione dell’anno 2021-2022: in crescita le adesioni al liceo scientifico, giù il Classico.

iscrizioni scuola
LaPresse

Arrivano i primi dati sulle iscrizioni a scuola dell’anno 2021-2022. Il Ministero dell’Istruzione ha diramato una nota per fare il punto della situazione sui primi numeri a disposizione ed un elemento emerge fin da subito: una maggiore scelta da parte degli studenti del liceo. Seguono poi gli istituti tecnici ed i professionali.

Come reso noto dal Miur, il 57,8% di studentesse e studenti ha scelto i Licei, il 30,3% gli Istituti tecnici e l’11,9% i Professionali. Entrando nel dettaglio, per quanto riguarda i licei troviamo il Classico con il 6,5% (-0,2% rispetto ad un anno fa), mentre lo Scientifico registra una crescita dello 0,7%: dal 26,2% al 26,9%. Di questo 26,9%, troviamo un 15,1% che ha optato per lo Scientifico tradizionale, un 10% per l’opzione Scienze applicate e un 1,8% per lo Scientifico a indirizzo Sportivo. Questi i dati degli altri licei: Linguistico 8,4%, Artistico 5,1%, Scienze umane 9,7%, ad indirizzo Europeo e internazionale 0,5%, Musicali e coreutici 0,7%.

ISCRIZIONI SCUOLA, LA CLASSIFICA 2021-2022

Per quanto riguarda la classifica delle iscrizioni a scuola, passiamo adesso agli Istituti tecnici: il Ministero dell’Istruzione ha reso noto che il settore Economico scende al 10% dall’11,2%, cresce il Tecnologico, dal 19,6% al 20,3%. Gli Istituti professionali, infine, segnano un calo dal 12,9% all’11,9% delle scelte.

Il Miur ha poi citato i primi dati a disposizione per quanto riguarda i numeri per Regione: i Licei sono al primo posto nel Lazio (71,2%), poi troviamo Campania (64,3%), Abruzzo (63,9%), Sicilia (63,8%). La Regione con più adesioni per gli Istituti tecnici è il Veneto (38%), poi Lombardia (36,2%), Emilia Romagna (36%), Friuli Venezia Giulia (35,7%). Infine, i Professionali: Emilia Romagna in testa (15,8%), poi Veneto (13,8%), Basilicata (13,7%), Toscana (13,5%).



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