ISS, “RT SOPRA 1 IN TUTTA ITALIA”/ Brusaferro: “Numeri difficilmente sostenibili”

- Niccolò Magnani

Rapporto Iss aggiornato al 20 ottobre: “rispetto a prima ondata, ora meno casi gravi e meno morti. Crescono gli asintomatici e paucisintomatici, l’80% degli infetti”

Rezza e Brusaferro Iss
Iss per Covid-19, Giovanni Rezza e Silvio Brusaferro (LaPresse, 2020)

L’incidenza di Covid sta aumentando e il Paese è coinvolto in tutte le sue regioni, in alcune delle quali l’incidenza del contagio è aumentata più che altrove. Lo ha detto il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss), Silvio Brusaferro, intervenendo nella conferenza stampa organizzata dal ministero della Salute in relazione ai dati del monitoraggio presentato venerdì scorso. Come riportato dall’Ansa, Brusaferro ha chiarito che, sebbene l’età media di casi di Covid-19 si sia abbassata rispetto alla primavera scorsa, desti preoccupazione l’aumento di casi riscontrato negli anziani, ovvero la categoria più esposta alle ripercussioni del virus. Da qui l’appello ai più giovani affinché siano particolarmente attenti a proteggerli. Lo stesso Brusaferro ha aggiunto che, con un indice di contagio Rt superiore a 1 in tutte tutte le regioni aumenta il numero dei casi e di conseguenza le risorse fanno fatica a soddisfare il tracciamento: “Sono numeri significativi e difficilmente sostenibili“, ha detto il presidente Iss. (agg. di Dario D’Angelo)

BRUSAFERRO (ISS): “MENO MORTI E CASI GRAVI RISPETTO A MARZO”

Rispetto alla prima ondata di contagio da Covid-19, i nuovi casi di positività vedono meno gravi e soprattutto meno morti (in proporzione ai numeri di marzo), mentre sono cresciuti in larga parte gli asintomatici: è questo il risultato più importante che emerge dall’ultimo rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità sull’epidemia Sars-CoV-2 aggiornato al 20 ottobre scorso. Se infatti nelle prime settimane della pandemia tra febbraio e marzo «si riscontrava una maggior percentuale di casi severi, critici e di deceduti postivi diagnositicati mediante tamponi effettuati post-mortem), con il passare del tempo si evidenzia in percentuale un netto incremento dei casi asintomatici o paucisintomatici e una marcata riduzione dei casi severi e dei decessi». Il rapporto stilato dall’ISS – e commentato dal membro dell’istituto Flavia Riccardo – sottolinea come ad oggi «oltre l‘80% di tutti coloro che contraggono l’infezione siano asintomatici o paucisintomatici».

IL RAPPORTO ISS AGGIORNATO AL 20 OTTOBRE

Il rapporto giunge così al culmine della recente “polemica” sollevata tra diversi virologi di fama nazionale proprio sul numero degli asintomatici: cresce infatti il numero dei soggetti postivi a Sars-Cov-2 del tutto asintomatici rispetto ai mesi iniziali dell’epidemia. «Sono il 56,5% sul totale dei test molecolari effettuati nel periodo 20 luglio-20 ottobre. La percentuale era invece pari al 15,1% nei primi tre mesi dell’epidemia (20 febbraio- 20 maggio», rilancia il rapporto Iss aggiornato ad una settimana fa». L’aumento così considerevole delle persone infette ma senza sintomi, o con pochissimi, è dettato dal maggior numero di tamponi effettuati sui contatti e insieme anche per l’attività di screening rispetto ad inizio emergenza. Oggi intervistato dal Fatto Quotidiano il Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, nonché membro primario del Cts Silvio Brusaferro ha tracciato un primo “bilancio” di questa seconda ondata di Covid: «dobbiamo mitigare e contenere. Da quando si adottano le misure occorrono almeno due settimane per poterne apprezzare gli effetti. I contagi nei prossimi giorni continueranno a crescere, ma è importante da subito adottare sistematicamente le misure. Il virus circola in tutto il Paese. In alcune regioni la situazione è critica».

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