Istat, Pil in calo su base annua: non accadeva dal 2013/ +0.1% nel primo trimestre

L’Istat rende noti gli ultimi dati per quanto riguarda il Pil: in calo su base annua, prima volta dal 2013

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Sono state rese note le nuove stime di crescita dell’Istat riguardanti il prodotto interno lordo italiano. Stando a quanto sottolineato dall’edizione online di Repubblica, il Pil italiano è salito nel primo trimestre dello 0.1% rispetto ai tre mesi precedenti, ma è calato dello 0.1% su base annua, cosa che non accadeva dal quarto trimestre del 2013. L’istituto di statistica, commentando questi dati, parla di “andamento stagnante”. Analizzando i singoli numeri, i principali aggregati della domanda interna sono in aumento con una crescita dello 0.2% dei consumi finali nazionali, e dello 0.6% degli investimenti fissi lordi. Crescono anche le esportazioni (+0.2%), mentre diminuiscono di 1.5 punti percentuali le importazioni. Segnalata anche la frenata dell’inflazione durante il mese di maggio: secondo le stime, la crescita dei prezzi al consumo sarebbero salita in rallentamento dello 0.9%, rispetto invece al +1.1% fatto registrare durante lo scorso mese di aprile, e riportando i livelli a quelli registrati a gennaio 2019.

ISTAT, PIL IN CALO SU BASE ANNUA: NON ACCADEVA DAL 2013

Un quadro senza dubbio non positivo quello emerso dai dati Istat, a cui si aggiunge l’apertura in rosso della Borsa di Milano, con l’indice Ftse Mib che perde il 2%, e i titoli delle banche in perdita. A pesare sul “rosso”, la questione dei dazi e della guerra commerciale “Usa vs tutti”, nonché il livello dello spread, che è arrivato a toccare la quota 294 punti base, il livello più alto mai toccato dal gennaio 2019. Da segnalare come i titoli di stato italiani sulla scadenza a cinque anni vengano giudicati più rischiosi di quelli della Grecia, mentre lo spread fra Btp quinquennale e bund tedesco è salito a 234 punti base, su di 10 punti. L’edizione online del quotidiano Il Giorno ricorda infine come il differenziale fra Atene e Berlino scende di 10 punti base, assestandosi a quota 226, e di conseguenza il Btp quinquennale offre un rendimento più alto di quello della Grecia, l’1.74% contro l’1.68%.



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