Istat, pressione fiscale 52%: ai massimi dal 2014/ In calo reddito e consumi famiglie

- Silvana Palazzo

Istat, pressione fiscale vola al 52%: è ai massimi dal 2014. Crescono anche deficit e debito, in calo invece reddito, consumi e potere d’acquisto delle famiglie. Ecco la foto della crisi

patrimoniale
(Pixabay)

I redditi delle famiglie italiane si riducono progressivamente. Nel quarto trimestre del 2020 le entrate si sono contratte dell’1,8% rispetto ai tre mesi precedenti. Lo segnala l’Istat, spiegando che i consumi stanno scendendo in maniera ancor più marcata, cioè del 2,5%. Di conseguenza, cresce la parte del reddito che viene risparmiata, raggiungendo il 15,2%, segnando un incremento dello 0,5% rispetto a luglio-settembre. Trattasi di un fenomeno tipico dei periodi di crisi e con un livello di incertezza molto alto, peraltro favorito in questa fase dalla chiusura temporanea di molte attività commerciali. Se poi si tiene conto anche dell’aumento dei prezzi legato all’inflazione, le famiglie accusano un calo del 2,1% per quanto riguarda la capacità di acquisto. Inoltre, il tasso di investimento delle famiglie è pari al 5,7%, con un calo di 0,1 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. A crescere è la pressione fiscale, ma non perché siano aumentate le tasse, ma perché calcolata in rapporto al Prodotto interno lordo, che è in forte contrazione.

Quindi, i bonus distribuiti a pioggia nel 2020 non hanno tenuto sotto controllo la pressione fiscale, che ha registrato un balzo importante nonostante la riduzione delle entrate fiscali e contributive. Se da un lato calano reddito, consumi e potere d’acquisto delle famiglie, dall’altro invece crescono pressione fiscale, deficit e debito. Quella scattata dall’Istat è, dunque, una fotografia molto chiara della crisi economica causata dalla pandemia Covid.

ISTAT, PRESSIONE FISCALE CRESCE CON DEFICIT E DEBITO

Quindi, la pressione fiscale è arrivata al 52% del Pil nell’ultima parte del 2020. Si tratta del dato più alto dal quarto trimestre del 2014. C’è stato un incremento di 1,3 punti percentuali rispetto al 50,7 per cento dello stesso periodo dell’anno precedente. Invece, tenendo conto dell’intero 2020, la pressione fiscale si è attestata al 43,1% del Pil, quindi in crescita rispetto al 42,4% dell’anno precedente. Intanto l’indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche in rapporto al Pil, quindi il deficit, è pari al 5,2%. In questo stesso periodo ma dell’anno precedenza invece risultava un avanzo dell’1,9%. La differenza tra entrate e uscite pubbliche prima che vengano pagati gli interessi sul debito è risultato negativo dell’1,9% del Pil, mentre nel quarto trimestre del 2019 l’avanzo era del 5,2%. In totale, nell’intero 2020, il deficit pubblico è stato del 9,5% del Pil, quindi si registra un peggioramento netto rispetto all’1,6% del 2019.



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