Italia campione d’Europa/ Nazionale e Serie A: mondi diversi, adesso bisogna unirli

- Claudio Franceschini

L’Italia è campione d’Europa: la nostra nazionale ha incantato il Vecchio Continente, ma la Serie A è ancora economicamente e “appetibilmente” debole. Due mondi che ora si devono unire.

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L'Italia è campione d'Europa: che impatto avrà il trionfo sulla Serie A? (da facebook.com/EURO2020)

L’ITALIA E LA SERIE A DOPO GLI EUROPEI 2020

Una bella riflessione firmata da Ivan Cardia, per TuttoMercatoWeb, è lo spunto per provare ad approfondire quale sia la situazione della nostra Serie A 2021-2022, anche perché ieri abbiamo finalmente conosciuto il calendario (sarà asimmetrico, per la prima volta nel nostro campionato) e dunque parlare oggi dello stato dell’arte ci sta. Anzitutto la riflessione: Cardia pone l’accento sugli Europei 2020, naturalmente sulla vittoria dell’Italia ma anche sul fatto che quasi un terzo delle reti segnate in tutto il torneo sia arrivato dalla Serie A (oltre ai calciatori azzurri abbiamo il capocannoniere Cristiano Ronaldo e poi ancora Romelu Lukaku, i danesi Mikkel Damsgaard e Joakim Maehle, Ivan Perisic e Aaron Ramsey e via discorrendo). Ciononostante, il campionato ha già perso talento con le cessioni di Gigio Donnarumma, Achraf Hakimi e Rodrigo De Paul.

Motivi diversi, ma un solo denominatore comune: i soldi, perché sarà anche vero che Paolo Maldini – giustamente, aggiungiamo noi – non si è voluto piegare ai “ricatti” di Mino Raiola ma è altrettanto vero che fare il braccio di ferro e dire no è stata anche una necessità, e che il Psg offriva “facilmente” soldi che i rossoneri avrebbero dovuto contare al centesimo; e sarà anche vero che l’Atletico Madrid ha mostrato grande interesse per De Paul e non certo da ieri, ma 35 milioni di euro in assoluto non sono tantissimi eppure nessuna italiana avrebbe potuto pagarli cash senza colpo ferire (di Hakimi abbiamo già parlato: l’Inter campione d’Italia deve ridimensionare, e anche questo è abbastanza indicativo).

LA SERIE A HA PERSO QUALITÀ?

Ora, sarà anche vero che la Serie A ha perso qualità in questi tre giocatori, tra cui spiccano l’ultimo MVP degli Europei e il miglior terzino del campionato e tra i migliori al mondo; sarà vero che chi è arrivato finora (Nico Gonzalez, ottimo colpo per la Fiorentina, e il navigato Rui Patricio) non ha riportato il livello a quello dell’anno scorso, ma a parere di chi scrive bisogna anche guardare le cose da altre angolazioni. Sembra facile e anche “ruffiano” dirlo adesso, ma nel presentare gli Europei 2020 il sottoscritto era abbastanza convinto che, presa anche come elenco di calciatori, forse solo la Francia potesse considerarsi superiore all’Italia. Pensateci bene: davvero Axel Witsel e Youri Tielemans sono meglio di Jorginho e Nicolò Barella? Anche in senso assoluto? E poi, assoluto rispetto a cosa? Il calciatore va sempre inserito nel contesto temporale, tecnico e di avversari, per esagerazione mettete Leo Messi in una squadra di Serie D (con tutto il rispetto ovviamente) e certo risulterà essere un alieno, ma a meno che vada in porta da solo ad ogni azione non potrà dialogare con i compagni con qualità e tempi di giocata che è solito attuare a Barcellona (a proposito: in parecchi sostengono che Leo sia Leo perchè ha giocato con Xavi e Iniesta, non si condivide qui ma il discorso certamente andrebbe approfondito). O ancora: cos’ha Harry Maguire, difensore più pagato al mondo, più di Giorgio Chiellini? Perché “mister 100 milioni” Harry Kane sarebbe più decisivo e performante di Federico Chiesa? È solo quella che si chiama esterofilia o qualcosa di altro?

L’ITALIA HA POCO DA INVIDIARE

Vero: nella nostra Serie A i nomi davvero importanti non arrivano. Jadon Sancho va al Manchester United, Kevin De Bruyne continua al City e certamente non si sposterebbe verso l’Italia, Erling Haaland sembra fuori portata. Qui però il discorso è diverso: il problema, lo ripetiamo, è prettamente economico o comunque quasi solo economico. Non sono nemmeno i risultati sul campo: negli ultimi 10 anni, la Juventus ha fatto meglio del Manchester City in Champions League e certe squadre reclamizzate non ci hanno giocato troppo spesso (Manchester United). Se è vero che Donnarumma lascia il Milan per guadagnare di più, altrettanto vero deve essere che Sancho non esplora la Juventus (o l’Inter o il Milan) perché i Red Devils possono pagare 85-90 milioni di cartellino e garantire un ingaggio faraonico. Detto tra l’altro che lo stesso Sancho agli Europei ha giocato con il contagocce (al netto del rigore sbagliato), e che oggi tra i due sul piedistallo c’è Chiesa (per ruolo), l’Italia ha davvero poco da invidiare alle altre nazioni. Attenzione: l’Italia, intesa come movimento calcistico e suoi rappresentanti. A oggi, non c’è un giocatore migliore di Jorginho nel creare gioco come fa lui (forse Sergio Busquets, che però è in là con gli anni), e non esiste un marcatore sull’uomo, vecchio stampo, come Giorgio Chiellini (anche lui veterano) se non Sergio Ramos. Il punto è che Jorginho (ma anche Marco Verratti) è andato all’estero perchè il Chelsea offriva parecchio, ma anche perchè di fronte a quell’offerta, evidentemente, il Napoli riteneva di potersene disfare. Siamo forti, e dobbiamo iniziare a pensarlo davvero: i nostri calciatori sono forti, anche qualche giovane che sta emergendo dalla Primavera. Mancini ha convocato Nicolò Zaniolo con 0 presenze in Serie A: il nostro campionato prenda spunto…

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