Italiano entra in India da un ponte e rischia 8 anni di carcere/ “Ingresso illegale”

- Josephine Carinci

Un ragazzo italiano rischia fino a 8 anni di carcere per essere entrato “illegalmente” in India passando da un ponte: cosa è successo

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Fino ad 8 anni di carcere per aver attraversato un ponte. Federico Negri, 28enne originario di Pozzolo Formigaro, in provincia di Alessandria, è detenuto in India da settimane dopo essere entrato nel Paese, a detta delle autorità locali, illegalmente. L’ultima chiamata a casa l’aveva fatta il 5 luglio: “Mamma sto andando in India per imbarcarmi e tornare a casa. Sto bene. Sono felice”, aveva detto alla madre. Federico, infatti, si preparava a tornare in Italia dopo due anni e mezzo in giro per il mondo in un viaggio che lo aveva portato prima in Cina e poi in Nepal. Dall’India, sarebbe dovuto rientrare in Italia.

Dopo quella chiamata, però, di Federico si sono perse le tracce. La mamma, Silvana, racconta al Corriere di non aver avuto più sue notizie “Fino a quando un carabiniere è venuto a bussare alla mia porta. Mi ha detto: “Suo figlio sta bene. Ma è stato arrestato”. Mi è caduto il mondo addosso”. Federico, secondo la polizia dello Stato indiano dell’Uttar Pradesh, avrebbe attraversato illegalmente, il 15 luglio scorso, un ponte che collega il Nepal all’India senza aver pagato il visto. Si tratta di una tassa di 40 euro.

Ragazzo italiano rischia fino ad 8 anni di carcere in India

Federico, il giovane ragazzo italiano di 28 anni, è entrato in India passando su un ponte. Questo lo ha trasformato in un clandestino che secondo le autorità indiane non solamente non è autorizzato a rimanere sul territorio, anzi, va arrestato. Insieme a lui, altri sei giovani di altra nazionalità. Sono stati tutti portati dalla polizia di Sonauli nel penitenziario di Maharajganh, dove è stato convalidato l’arresto. I sette sono in attesa di processo: rischiano dai due agli otto anni di reclusione.

“Mio fratello arrivava da Katmandu. Per ora gli hanno negato anche la cauzione. Non sappiamo se Federico sapesse o no di quella tassa, ma non è uno sprovveduto” ha spiegato la sorella Ilaria al Corriere. La famiglia ha chiesto ora aiuto alla Farnesina: “Ci avevano assicurato che dopo la prima udienza, del 18 luglio, avremmo potuto sentirlo. Ma non siamo riusciti ad avere nessun contatto. Nel mese trascorso nessuno ha attivato un canale tra l’Italia e India. Ora speriamo che il Governo ci aiuti. Nostro figlio non è un terrorista. Non ha mai fatto niente di illegale. Facciamo appello anche al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Qualcuno ci dovrà aiutare” ha implorato il papà Guido. Claudio Falleti, avvocato della famiglia, ha spiegato di essere in contatto “Con un collega indiano e il collaboratore che parla indi”. Insieme “stiamo seguendo la situazione. Ovviamente siamo disposti a pagare una cauzione per liberare Federico. Anche alla Farnesina abbiamo chiesto sostegno”.







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