Iva Zanicchi/ “La morte di mio fratello un dolore straziante, sono incazzat* per…”

- Carmine Massimo Balsamo

Iva Zanicchi al Corriere della Sera sull’esperienza a Sanremo: “Voglio presentare una bella canzone con la voce che avevo 50 anni fa”

Iva Zanicchi
Iva Zanicchi

Iva Zanicchi a tutto tondo ai microfoni del Corriere della Sera. La celebre cantante si è raccontata senza filtri tra carriera e vita privata, non poteva mancare una battuta sul prossimo Festival di Sanremo, che la vedrà protagonista dopo i successi del 1967, 1969 e 1974. L’edizione più bella, secondo l’artista, è quella della vittoria con “Zingara”, mentre quello che le è rimasto nel cuore è il primo, quello del 1965…

Iva Zanicchi fu eliminata, ma quell’esperienza la rese forte: «Proprio quell’esperienza mi ha reso forte. Ero terrorizzata. Gianni Ravera disse: “Non ce la fa a cantare sta ragazza, ha troppa paura”. Fui eliminata. Ho pianto da sola tutta la notte. Mi dissero che non andavo bene per i grandi spettacoli. Un dolore incredibile. Ma lì mi è scattata la molla, mi sono detta: “Vincerò. Cosa ha fatto per cambiare rotta? Ho fatto di tutto per la rivincita. Il mio passaporto era la mia voce. Gaber è stato il primo che mi e venuto in aiuto, mi disse “non demordere” e mi scrisse una canzone».

IVA ZANICCHI SULLA MORTE DEL FRATELLO

Nel corso della lunga intervista al Corriere, Iva Zanicchi ha spiegato che non andrà a Sanremo per vincere, ma lo farà con determinazione e leggerezza. «Voglio presentare una bella canzone con la voce che avevo 50 anni fa», ha spiegato l’artista, ribadendo che questa sarà l’ultima avventura da concorrente. Iva Zanicchi è poi tornata sulla battaglia con il Covid, sottolineando che non ha più riacquistato l’olfatto: «Non sento l’odore del brodo della domenica, del caffè la mattina. Però grazie a Dio continuo a cantare, respiro bene». La cantante è poi tornata sulla morte del fratello, sempre per il virus, parlando di un dolore straziante: «Pensare che l’ho sentito al telefono e mi ha detto: “I medici dicono che tra due giorni vengo a casa”. Dopo tre giorni è arrivato a casa, ma nella cassa. E ci hanno proibito di aprirla per l’ultimo bacio. Sono ancora incazzata nera con tutti».







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