Ivan Cottini: “Mi sono separato”/ “Vedo mia figlia soltanto in certe occasioni”

- Alessandro Nidi

Ivan Cottini, ex fotomodello, ha raccontato il dramma della separazione e della sua battaglia quotidiana contro la sclerosi multipla

Valentina, moglie di Ivan Cottini

Ivan Cottini, ex fotomodello e ballerino impegnato nella dura lotta contro la sclerosi multipla, è intervenuto nella mattinata di oggi, giovedì 24 giugno 2021, nel corso della trasmissione di Rai Uno “Storie Italiane”, in collegamento video dalla sua abitazione. Oggi festeggia il suo compleanno numero 34: “Finalmente dopo quindici mesi di inferno sto finalmente rivedendo uno spiraglio di luce e tra qualche giorno tornerò a ballare anche in televisione. Ho il grande desiderio nel cuore di tornare a ballare anche lì da te, che sei stata la prima a credere che la diversità sia un valore aggiunto per la nostra società”.

Il ragazzo si è mostrato di fronte alle telecamere del programma sinceramente emozionato e commosso per l’attenzione riservata da Eleonora Daniele al suo genetliaco, regalando ancora una volta ai telespettatori della rete ammiraglia dell’azienda di viale Mazzini il suo sorriso meraviglioso e il suo grido di forza e di speranza, ricevendo l’invito ufficiale della padrona di casa a fare ritorno al più presto nello studio televisivo del programma.

IVAN COTTINI: “MI SONO SEPARATO”

Ivan Cottini ha successivamente aggiunto che “in questi ultimi mesi ho dovuto convivere con il dramma della separazione e posso vedere mia figlia soltanto in certe occasioni”, ma nonostante questo continua a fare il papà a distanza e a condurre la sua personale battaglia con grande energia e vitalità.

A proposito della sua patologia, come dichiarato dal ragazzo sul sito di Aism, “quando ad aprile 2013 sono arrivati all’improvviso i primi disturbi – una brutta diplopia seguita da gravi difficoltà a deglutire, masticare e perfino parlare – mi è crollato il mondo addosso. Con la diagnosi di una forma grave di SM è svanito tutto in un attimo: il lavoro, la fidanzata di allora e il futuro. Grazie ad AISM ho imparato che non esiste oceano che non possa essere superato: me lo ripeto ogni giorno, quando anche alzarmi dal letto da solo è un’impresa. La cura sperimentale che seguo prevede l’assunzione quotidiana di 14 medicine e moltissima fisioterapia per rallentare quanto più possibile il decorso invalidante”.



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