“Ivermectina non è farmaco utile contro Covid”/ Derek Lowe: “Dati non convincenti”

- Silvana Palazzo

“Ivermectina non è farmaco utile contro Covid”. La bocciatura arriva dall’Oms e da alcuni scienziati. Il chimico Derek Lowe: “Dati non convincenti. Risultati positivi solo da studi piccoli”

Coronavirus ricerca scienza studi anticorpi
Test in laboratorio (Foto LaPresse)

Non sono solo i vaccini uno dei temi più delicati relativi alla pandemia Covid, ma anche i farmaci. Al momento non vi sono medicinali specifici, vengono infatti utilizzati quelli attualmente in commercio nella speranza che siano efficaci. Tra questi c’è Ivermectina, sui cui permangono forti dubbi. Il chimico Derek Lowe, che lavora alla scoperta di farmaci proclitici nell’industria farmaceutica, nel suo blog “In the Pipeline” ospitato su Science Translational Medicine ha spiegato di nutrire forti dubbi sull’efficacia dell’Ivermectina. «La mia opinione attuale è più o meno quella della guida dell’OMS: non penso che l’evidenza attuale sia abbastanza forte per dire che è una terapia utile per i pazienti con coronavirus». In letteratura ci sono diversi studi secondo i quali potrebbe essere efficace, ma si tratta di ricerche piccole e risultati preliminari, quindi i dati non sono sufficienti e le statistiche di fatto si rilevano inconcludenti. «Penso che la pagina dell’OMS faccia un solido lavoro di valutazione della letteratura fino a quel punto, e nel complesso, migliore è la qualità delle prove, più tende a mostrare poco o nessun effetto dell’ivermectina».

IVERMECTINA ANTI COVID? BOCCIATO: “DATI NON CONVINCENTI”

Da marzo non è emerso nulla che abbia fatto cambiare opinione alla comunità scientifica sull’Ivermectina. «I rapporti più positivi sugli effetti dell’Ivermectina sembrano provenire dai campioni più piccoli e meno controllati, mentre gli studi più grandi e ben controllati tendono a produrre prove equivoche nel migliore dei casi», scrive Derek Lowe, secondo cui la situazione è simile a quella dell’idrossiclorochina. Il chimico su Science Translational Medicine ha citato diversi studi – da quello condotto in Egitto alle ricerche in Libano, Colombia e Iran – che però non permettono di giungere ad una conclusione definitiva, ma soprattutto positiva. «Guardo i dati e non sono convinto, o certamente non ancora (e nemmeno i revisori dell’OMS)». In conclusione, la bocciatura degli scienziati è netta: «I buoni dati che potrebbero smentire tutto questo devono essere davvero buoni, e più a lungo va avanti questa storia, meno probabile sembra».



© RIPRODUZIONE RISERVATA