J-AX/ “La sofferenza mi schiacciava la testa. La musica mi ha salvato due volte”

- Emanuele Ambrosio

J-Ax ospite di “Verissimo – Le Storie” di Silvia Toffanin: dalla collaborazione con Fedez alla nascita del figlio Nicolas

J-Ax
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Verissimo – Le Storie, la puntata in replica oggi 30 maggi, parte con l’intervista a J-Ax e la performance su alcuni dei suoi brani più famosi. Di recente si è però parlato del noto rapper a causa di un lungo messaggio attraverso il quale ha annunciato l’uscita del nuovo singolo ma si è inoltre sfogato sul difficile periodo vissuto, come per tutti, a causa della pandemia di Covid-19. “La sofferenza che vedevo in giro – ha scritto l’ex Articolo 31 – mi schiacciava la testa sul pavimento, impedendomi di muovermi, pensare, creare. Ma la musica mi ha salvato ancora, come già era successo a 20 anni e qualche anno fa”. “Devo essere sincero. Per un lungo momento ho lasciato che questo virus vincesse su di me” ha aggiunto senza peli sulla lingua J-Ax. (Aggiornamento di Anna Montesano)

J-Ax e il rapporto complicato con Fedez

J-Ax ospite della nuova puntata di “Verissimo – Le Storie“, il rotocalco condotto da Silvia Toffanin e trasmesso sabato 30 maggio 2020 su Canale 5. Una lunga intervista quella riproposta in replica nel pomeriggio di Canale 5 con l’artista che si è raccontato a cuore aperto tra vita professionale e privata. Il rapper, infatti, ha parlato degli Articolo 31, ma anche del rapporto con Fedez e dei motivi che li hanno spinti a separarsi: “le band si sciolgono perché ognuno ha qualcosa da ridire sull’altro. Però non ho voluto mai spiegare cosa è successo con gli Articoli 31, perché ognuno ha il suo punto di vista. Come quando finisce una storia d’amore. Ho preferito non parlare male di nessuno”. Parlando poi di Fedez ha precisato: “Fedez? Abbiamo fatto un pezzo di storia della musica italiana. Guarderò sempre con piacere e affetto a quel periodo. Sono orgoglioso di quello che abbiamo fatto”. Non solo, J-Ax ha anche cercato di spiegare anche il suo grande successo: “forse sono sempre in voga perché non sono mai stato di moda. Io sono fortunato perché ho grande curiosità. Questo mi impedisce di invecchiare”.

J-Ax: “con le mie canzoni mi sono ripreso i miei fan”

Una cosa è certa: J-Ax sia con gli Articolo 31 che da solo continua a riscuotere un grandissimo successo. Complici canzoni che, manco a dirlo, diventano delle vere e proprie hit amate ed ascoltate da grandi e piccini. Parlando proprio delle sue canzoni e della sua musica, il rapper a Verissimo ha dichiarato: “voglio imparare più cose, mettersi in discussione, questa è la mia fortuna, di essere molto curioso. Io avevo 17 anni, il mio primo gruppo si chiamava “Bombe in stereo”. Volevo fare la rivoluzione ma non sapevo a cosa volevo ribellarmi. Non sapevamo da dove arrivasse questa nostra voglia di cambiare il mondo”. Non solo, il rapper ha anche raccontato di aver avuto l’umiltà, dopo la separazione dagli Articolo 31 di andarsi a riprendere uno per uno i suoi fan con le nuove canzoni: ” ho avuto l’umiltà di andarmi a riprendere i miei fan uno per uno. Quasi casa per casa. Mi sono dimenticato di essere quello che fino a due anni prima era al Festivalbar e mi sono ripreso il mio pubblico”.

J-Ax e il figlio Nicolas: “È un tornado”

J-Ax a Verissimo oltre a parlare della vita professionale si è soffermato anche a parlare della vita privata. In particolare, il rapper ha parlato del figlio Nicolas: “è un tornado, è me all’ennesima potenza. Quando sono a casa, sono io che porto il bambino all’asilo, la sera gli faccio il bagnetto. È un privilegio che il successo non ti può dare”. Una gioia immensa per l’artista che non ha mai nascosto il desiderio di diventare padre: “essere papà è l’unico privilegio che il successo non ti può dare. Solo la vita ti può la possibilità di essere presente nella vita di tuo figlio e di vivere questi momenti che non tornano più”. Infine alla domanda della Toffanin se suoi figlio conoscesse le sue canzoni, il rapper ha replicato: “gli ho fatto sentire tre brani tra cui Ostia Lido, continuava a chiedermi di sentire “che balla  che balla”. Ho pensato che se piaceva a lui che aveva 2 anni sarebbe stata una canzone che avrebbe spaccato. E aveva ragione. Sarà lui il mio art director. Sceglierà le canzoni che finiscono nei miei dischi”.

 


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