JABIL MARCIANISE LICENZIA 190 DIPENDENTI/ Catalfo: “C’è stop licenziamenti per Covid”

- Silvana Palazzo

Jabil licenzia 190 dipendenti a Marcianise: scontro su moratoria Decreto Rilancio con i sindacati. “C’è stop licenziamenti per Covid”, assicura ministro Catalfo

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Nunzia Catalfo, Ministro del Lavoro (LaPresse, 2020)
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I lavoratori dello stabilimento Jabil di Marcianise (Caserta) sono in sciopero da quando l’azienda ha annunciato il licenziamento collettivo di 190 dipendenti da lunedì. I sindacalisti si sono recati in prefettura per capire che margine hanno per le iniziative di mobilitazione e per far recapitare una lettera al governo. Ma i margini di manovra sono ridotti, secondo l’HuffPost, perché i vertici Jabil hanno fatto intendere di voler porre fine alla vertenza che si trascina da giugno dell’anno scorso. Sulla vicenda è intervenuta Nunzia Catalfo, ministra del Lavoro e delle Politiche sociali, che a Rai Radio1 ha spiegato che Jabil «dalla prima analisi fatta dal ministero del Lavoro rientra nello stop delle procedure di licenziamento».

Sulla vertenza della multinazionale c’è dunque l’attenzione del ministero del Lavoro e del Mise. «È nostra intenzione convocare le parti sociali ed i vertici aziendali nei prossimi giorni, per risolvere il problema», ha aggiunto Catalfo. Inoltre, ha spiegato che l’azienda «ha avviato una procedura, che poi si è bloccata, di licenziamento collettivo a novembre 2019, poi ha utilizzato la cig; sembrerebbe, lo stiamo accertando, abbia utilizzato anche le settimane di cig Covid e quindi potrà utilizzare le ulteriori nove settimane». E quindi «è chiaro che così rientra nello stop delle procedure di licenziamento».

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JABIL A MARCIANISE LICENZIA 190 DIPENDENTI

Jabil è pronta a procedere al licenziamento collettivo di 190 dipendenti dello stabilimento di Marcianise, in provincia di Caserta. Lo ha annunciato la stessa multinazionale americana in un comunicato pubblicato al termine di una riunione in video conferenza con i sindacati. L’ennesimo tavolo da quando è cominciata la vertenza quasi un anno fa, ma neppure questo è servito ad arrivare a novità positive per i lavoratori di Marcianise che non hanno voluto accettare né la ricollocazione in altre aziende né l’esodo incentivato. E dunque dal 25 maggio prossimo la Jabil procederà con i licenziamenti. L’auspicio era che l’azienda chiedesse una proroga della cassa integrazione, in scadenza proprio il 25, o che arrivassero buone notizie dal CdA della multinazionale riunitosi negli Stati Uniti, ma così non è stato. Negli ultimi giorni, come riportato dal Sole 24 ore, una trentina di dipendenti hanno accettato in extremis il trasferimento ad altre realtà produttive, mentre 160 sono gli addetti che dall’inizio della vertenza hanno accettato di andarsene con uno dei due strumenti messi a disposizione in alternativa al licenziamento.

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JABIL E LO SCONTRO SU MORATORIA DECRETO RILANCIO

I problemi sono cominciati nel giugno 2019, quando Jabil annunciò 350 esuberi su un totale di 700 dipendenti a Marcianise. La multinazionale sperava di convincere buona parte dei dipendenti ad accettare l’esodo o la ricollocazione, ma il tempo ora è scaduto. Nella nota l’azienda parla di «un contesto economico sfidante, volumi in calo e risorse sotto-utilizzate». Per affrontare questa situazione Jabil ha lavorato con sindacati e stakeholder, locali e nazionali, ad un programma di outplacement volontario, così da offrire ai lavoratori un reimpiego in altre aziende locali interessate ad assumere i dipendenti di Jabil. Queste imprese hanno fatto richiesta di un numero di lavoratori tra l’altro maggiore rispetto ai dipendenti Jabil che sono in esubero.

Inoltre, l’azienda ha «reso disponibili significative risorse economiche sia per i dipendenti, come incentivi all’esodo, sia per le aziende che assumeranno i dipendenti di Jabil, a supporto dei loro business plan». Tutto ciò per agevolare il processo di ristrutturazione e favorire un risultato positivo per tutti. Ma così non è stato. I sindacati ora chiedono al governo di intervenire, visto che il Decreto Rilancio vieta i licenziamenti, ma Jabil sostiene di poterlo fare, perché i decreti parlano di “procedure pendenti avviate successivamente al 23 febbraio 2020”.

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