Jacopo Coghe (Pro Vita)/ “Rai fa propaganda pro ddl Zan. Minacce dopo attacco Fedez”

- Carmine Massimo Balsamo

Jacopo Coghe ai microfoni de La Verità: “Ddl Zan ha l’obiettivo di fare cultura, rieducare i nostri figli, promuovere l’ideologia gender”

Jacopo Coghe
Jacopo Coghe (Pro Vita) e Fedez

A quasi una settimana dai fatti, non si placano le polemiche sul caso Fedez e sul monologo pro ddl Zan, con tanto di attacchi personali, andato in scena nel corso del Concertone del primo maggio. Tra coloro che sono finiti vittima del rapper troviamo Jacopo Coghe, vicepresidente dell’associazione Pro vita e famiglia. Intervenuto ai microfoni de La Verità, il 36enne ha rivelato di aver ricevuto minacce e insulti sui social dopo l’invettiva di Fedez nei suoi confronti.

Nel corso della sua intervista, Jacopo Coghe ha accusato Fedez di doppia morale sulla famiglia, considerando che monetizza la narrazione del privato (vita di coppia, moglie, gravidanze, ecc) ma «poi continua ad attaccare la famiglia naturale, sputando nel piatto sul quale magia. Per contro, chi difende la famiglia e la vita viene pubblicamente insultato».

JACOPO COGHE: “RAI FA PROPAGANDA PRO DDL ZAN”

Nel corso della sua intervista, Jacopo Coghe ha ricordato che la Rai è una tv pubblica che dovrebbe ospitare il pluralismo e il contraddittorio, ma nonostante ciò anche al Concertone sono andati in onda attacchi senza replica e la promozione di una cultura di parte. Il 36enne non chiede risarcimenti ma una vera pluralità: «Invece la Rai fa propaganda. Rai 3 è stata usata da uno che ha detto ciò che gli pareva attaccando persone assenti e, per di più, grida alla censura». Sempre a proposito del ddl Zan, Jacopo Coghe ha evidenziato che tra gli scettici ci sono anche comunisti, femministe e verdi, considerando che «lo scopo di questo progetto di legge è fare cultura, rieducare i nostri figli, promuovere l’ideologia gender»: «Altrimenti non si spiega a cosa serva la Giornata contro l’omotranslesbobifobia. Se si vuole fare una legge che affermi il rispetto verso ogni essere umano bastano due articoli che il Parlamento approverebbe in una settimana».



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