Jamie Lee Curtis “Ho condiviso cocaina con mio padre Tony”/ “Sono una drogata”

- Hedda Hopper

Jamie Lee Curtis rivela di aver fatto uso di droghe proprio come suo padre Tony Curtis, con il quale le condivideva

jamie lee curtis instagram
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E’ alle pagine di Variety che Jamie Lee Curtis affida il suo sfogo sul rapporto travagliato e ambiguo con il padre Tony Curtis, volto noto del cinema. Un lunga intervista e intima e rivelatrice in cui l’attrice, 60 anni, si mette a nudo al cospetto dei suoi fan, del pubblico che la segue e la ammira e anche quello che ha seguito suo padre con il quale ha condiviso addirittura la droga e la cocaina. L’intervista ha il suo lato sconvolgente ma allo stesso tempo e struggente e quasi malato: “Mi definisco una drogata” , dice Jamie Lee Curtis, alzando poi il velo su quello che è stato un momento davvero drammatico con suo padre: “Ho condiviso la droga con mio padre. Una volta ne abbiamo fatto uso insieme. Ma questa è stata l’unica volta che l’ho fatto, e l’ho fatto con lui…”. Il suo cammino fatto di luci e ombre è passato anche da questo momento quasi iconico alla luce del fatto che il padre, Tony Curtis, era distrutto, molto spesso solo, e alla fine ha fatto i conti anche con una malattia polmonare ostruttiva cronica e poi la morte, all’età di 85 anni.

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LE RIVELAZIONI DI JAMIE LEE CURTIS SUL PADRE TONY E LE LORO DIPENDENZE

Jamie Lee Curtis racconta della sua vita, dei suoi successi ma anche di una dipendenza da droghe e pillole antidolorifiche e del suo ambiguo rapporto con il padre: “Sapevo che mio padre aveva un problema perché avevo un problema anche io, abbiamo condiviso le droghe. C’è stato un periodo di tempo in cui ero l’unica che parlava con lui. Avevo sei fratelli. Ora Ne ho cinque. Mio fratello, Nicholas, è morto di overdose di eroina quando aveva 21 anni”. L’attrice rivela anche il momento in cui ha iniziato a non poter fare a meno delle pillole e del Vicodin pvvero dal 1989 in seguito ad un piccolo intervento chirurgico ammettendo di esserne stata dipendente per dieci lunghi anni: “Ero in un buon matrimonio stabile, scrivevo libri per bambini che erano bestseller, stavo ottenendo sempre più lavoro, e sempre più fama, attenzione e adulazione … E man mano che ottenevo buoni risultati la mia dipendenza peggiorava..”. Alla fine ha però deciso di curarsi e liberarsi di tutto questo: “Quando presi una manciata di Vicodin come se fossero vitamine seguite da un sorso di vino: fu in quel momento che ebbe la consapevolezza che qualcosa doveva cambiare… da allora sono passati vent’anni. Non sono perfetta, ma ora posso finalmente guardarmi allo specchio“.

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