JEFF BECK & JOHNNY DEPP/ “18”: dimenticare Amber Heard con una chitarra elettrica

- Filippo Santamarianova

Jeff Beck e Johnny Depp hanno realizzato un disco di ottima fattura, con cover impeccabili e qualche brano inedito scritto dalla star di Hollywood

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La copertina del disco

Tutti conoscono le recenti imprese giudiziarie che ha affrontato Johnny Depp essendo stato accusato dall’ormai ex moglie Amber Heard; solo gli appassionati in Italia conoscono il suo lato musicale e artistico (che esula dalla pubblicità al limite del ridicolo di Sauvage di Dior in cui il signor Depp esegue un assolo di chitarra in mezzo al deserto con un coyote). In America il signor Depp è famoso oltre che per la sua carriera cinematografica infinita, per essere membro attivo dei The Hollywood Vampires (Alice Cooper, Joe Perry e Johnny Depp). Il suo ultimo progetto discografico lo vede in compagnia, invece, del noto chitarrista e compositore Jeff Beck, che non ha bisogno di presentazioni. Il disco si intitola “18” e fa da capostipite alla collaborazione tra i due. 

Il titolo come spiega lo stesso Beck è dovuto al fatto che quando i due si sono ritrovati in studio la sensazione è stata quella di ringiovanire fino ai diciotto anni, una vitalità e uno spirito che emerge in ogni traccia del disco. La stessa copertina disegnata dalla moglie di Beck, Sandra, ritrae le loro due sagome stilizzate in abbigliamento giovanile e con le fattezze adolescenziali. Il lavoro si apre con la cover di Midnight Walker di Davy Spillane e ci getta immediatamente in uno stato onirico e di riflessione con una patina di nostalgia, attraverso un tappeto armonico di sintetizzatore e il primo dei numerosi assoli di chitarra elettrica che farà da padrona per tutti brani a seguire. Le chitarre di Beck e Depp, infatti, saranno il centro di tutte le composizioni; il disco alterna cover dal repertorio rock anni ’70 e ’80 come i Motown, i Celtic, i Velvet Underground e i Killing Joke e brani originali, come This Is A Song For Hedy Lamarr, composta interamente da Depp, dedicata appunto all’attrice statunitense Hedy Lamarr (1914-2000). 

Un altro brano realizzato da zero da Depp è Sad Motherfuckin Parade che per alcuni allude alle vicende con l’ex moglie, senza però citarla esplicitamente. È chiaro che la bomba mediatica generata dalla vittoria del processo per diffamazione ha attirato su Depp un numero maggiore di pubblico che si è avvicinato anche alle sue avventure musicali. Il disco è di ottima fattura e le cover sono impeccabili con un sound fresco e moderno adattato a brani storici come Venus In Furs dei Velvet Underground e Isolation cover di John Lennon uscita in anteprima già nel 2020. Sicuramente va citata la versione strumentale del brano dei Beach Boys contenuto originariamente in “Pet Sounds”, Don’t Talk (Put Your Head On My Shoulder) che ha dell’incredibile per il sound coinvolgente ed espressivo, un vero capolavoro. 

Jeff Beck ha voluto Johnny Depp a ogni costo in quanto convinto dell’orecchio sviluppato dell’attore e per le sue capacità compositive, e non si può dire che non ci abbia visto lungo. 

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