Jeff Bezos investe nella fusione nucleare/ 400 mln di dollari per impianto ad Oxford

- Davide Giancristofaro Alberti

Jeff Bezos, il numero uno di Amazon, ha deciso di investire nella fusione nucleare, ben 400 milioni di dollari per un impianto in costruzione ad Oxford

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Jeff Bezos (Lapresse)

Jeff Bezos continua ad espandersi, e l’ultimo campo in cui ha deciso di investire è quello della fusione nucleare. Dopo aver creato il famoso sito di e-commerce, Amazon (tra l’altro, oggi c’è il Prime Day 2021), e dopo aver differenziato i propri investimenti anche in altri campi, come ad esempio la piattaforma streaming video Prime, a l’agenzia spaziale Blue Origin, giusto per citare i due casi più noti, l’ex uomo più ricco al mondo sta cercando di realizzare il sogno della fusione nucleare, con l’obiettivo di rendere più efficiente e pulita l’energia atomica.

Ad annunciare il progetto, come si legge su IlSole24Ore, è la startup canadese General Fusion, in cui Bezos ha investito da dieci anni, e che ha in cantiere la costruzione di una centrale nel villaggio di Culham, non lontano da Oxford (in Inghilterra), in collaborazione con la Ukeaea, l’Autorità per l’energia atomica inglese, un investimento di circa 400 milioni di dollari. Nel dettaglio non si tratta di una vera e propria centrale nucleare bensì di un impianto “proof-of-concept” attraverso cui l’azienda canadese cercherà di testare la sua tecnologia Mtf, Magnetized Target Fusion: la costruzione scatterà nel 2022 e l’impianto diverrà operativo nel giro di tre anni.

JEFF BEZOS INVESTE NELLA FUSIONE NUCLEARE: “L’IMPIANTO DI GENERAL FUSIONE E’ UNA FORTE SPINTA”

«L’impianto di General Fusion – le parole di Amanda Solloway, ministro per la Scienza inglese – rappresenta una forte spinta per i nostri piani di sviluppare un’industria della fusione nucleare nel Regno Unito e sono orgoglioso che Culham diventi la sede di un progetto così di frontiera e potenzialmente disrutpive». Se ‘l’esperimento’ della startup canadese dovesse andare a buon fine si tratterebbe senza dubbio di un passo in avanti decisivo per l’energia atomica, il cui settore è storicamente frenato in tutto il mondo per i rischi legati a possibile fughe radioattive nonché alla produzione di rifiuti che rimangono attivi per secoli. Oltre a quello dei canadesi un secondo impianto di fusione nucleare è in fase di realizzazione in Francia, un progetto da 20 miliardi di euro in collaborazione con la Gran Bretagna e che diverrà operativo solo nel 2035.



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