Jerry Calà e la Sicilia/ “Mia sorella in minigonna portava sconcerto tra i parenti”

- Emanuele Ambrosio

Jerry Calà si racconta a cuore aperto: dall’amore per la sua terra, la Sicilia, ad un grande sogno da realizzare prima del 70esimo compleanno

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Jerry Calà

Jerry Calà si è raccontato dalle pagine de La Repubblica (data 9 agosto 2020) ricordando le sue estati siciliane: “erano vacanze lunghe e bellissime. Io sono nato a Catania, ma la mia famiglia, a causa del lavoro di mio padre Salvatore, dipendente delle Ferrovie dello Stato, si è trasferita prima a Milano e poi a Verona. Scendere in Sicilia voleva dire trascorrere due mesi e mezzo a casa dei nonni a Catania. Ho ricordi bellissimi della città, della Playa e della costa di Aci Trezza”. Un incontro tra Nord e Sud diventato vero e proprio appuntamento: “i miei cugini ci attendevano ogni anno con impazienza perchè noi portavamo le novità del Settentrione. Casa di mia nonna era al pianterreno, non andava mai a fare la spesa al mercato perchè la mattina passava prima il carrettino con le brioche e le granite per colazione, poi il pescivendolo, poi quello che vendeva pane e poi il fruttivendolo. Consegnavano tutto a domicilio, negli anni ’50 a Catania avevano già il servizio di delivery. Erano avanti anni luce e non lo sapevano”.

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Jerry Calà ha poi ricordato la sua infanzia soffermandosi su San Cataldo, il paese dove è nato il nonno: “tutti gli anni ci andavo almeno un paio di volte, mio padre ci teneva tantissimo anche se per me e mia sorella era come andare nel far west perchè la gente si muoveva col cavallo”. L’arrivo in Sicilia di un giovanissimo Jerry Calà si faceva notare visto che portava e mostrava capi mai visti prima: “una volta sono arrivato a Catania con un paio di pantaloni scampanati alla Celentano e mi ricordo che lo imitavo e facevo ridere tutti. La situazione era più problematica per mia sorella che negli anni ’60 indossava la minigonna portando sconcerto tra i parenti al punto che mio nonno le diceva “non si usa qui”. Le estati in Sicilia sono durate fino all’età di 16 anni; poi Jerry ha cominciato a lavorare anche se precisa “non ho mai perso il rapporto con loro”. Parlando della Sicilia a cui è molto legato ha rivelato: “non ho mai girato un film in Sicilia ed è un dolore per me” nonostante abbia tantissimi ricordi anche professionali legati a questa terra. Come quando nel 1998 fu nominato direttore artistico dell’estate di Cefalù fino al premio Cariddi al Taormina Film Festival per il film “Sapore di mare”. Sul finale poi l’attore e regista ha condiviso un sogno nel cassetto da realizzare prima del 70 anni di età: “vorrei festeggiare il compleanno nella mia Catania con un grande show musicale”.

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