JIHADISTA ARRESTATO A SALERNO/ Quella “ragnatela” di bene che agisce in silenzio

- Mauro Leonardi

La polizia ha arrestato a Lago (Salerno) un jihadista marocchino, già responsabile militare dell’Isis, ricercato a livello internazionale

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Operazione speciale della polizia (LaPresse)

Un marocchino di 29 anni, Afia Abderrahman, affiliato all’Isis come responsabile militare, è stato arrestato dalla Polizia a Lago, in provincia di Salerno, a seguito di indagini che hanno visto la collaborazione dell’intelligence italiana e marocchina. Nei confronti dell’uomo, ora in carcere in attesa dell’estradizione, c’era un mandato di cattura emesso da Rabat, in Marocco, il 28 giugno, ed esteso a livello internazionale l’8 luglio. Oltre a Marocco e Italia, Abderrahman era stato segnalato anche da Spagna e Francia. Aggiungo infine che – viene riferito – l’arresto è avvenuto alle 21 senza suscitare allarme negli altri avventori del bar dove è avvenuta la cattura.

Quante notizie positive ci sono in questa “unica notizia”? Almeno tre. La prima è che, nonostante la pandemia, le forze dell’ordine non hanno mai abbassato la guardia rispetto al terrorismo internazionale riuscendo a catturare un pericoloso terrorista. La seconda è che questa operazione è frutto della collaborazione internazionale e in particolare della collaborazione tra Italia e Marocco. Significa che pur di assicurare alla giustizia pericolosi terroristi, si è riusciti a superare differenze culturali ed operative importanti pur di far prevalere la sicurezza. La terza è che tutto ciò sia avvenuto senza spaventare ignari cittadini che si trovavano vicino al luogo dove è avvenuta la cattura.

Ora sta a noi dare importanza a queste notizie di bene e decidere di farle conoscere come avviene quando esplode il male. Dobbiamo imparare la differenza tra un bene che agisce in silenzio e ottiene un importantissimo risultato e un male che, quando accade, urla e fa sempre più rumore del bene. È compito della nostra consapevolezza togliere importanza a un male che esplode con bombe e attentati roboanti per darla a un bene che fa una paziente operazione di indagine, costruisce trame positive, organizza “ragnatele” di complicità nel bene. Dobbiamo imparare a notare il bene e a non sottolineare sempre il male solo perché balza con più forza agli occhi e si nota di più. Il male blocca non solo per l’orrore che oggettivamente provoca ma anche e soprattutto per la risonanza di paura che lievita dentro di noi.

La cattura di Afia Abderrahman è frutto di un prezioso lavoro di collaborazione tra tante persone di culture e nazionalità diverse che hanno agito con l’intenzione di proteggere le persone al punto di voler risparmiare ad esse anche solo il disagio di presenziare ad un arresto. Tutto ciò è importante e va valorizzato. Ogni piccolo passo di bene, ogni piccolo pezzo di terra sottratto al male e conquistato da chi combatte per la pace è importante. È molto più semplice guardare su YouTube un evento terribile come l’attentato alle Torri Gemelle che prendersi qualche minuto di impegno per cercare di far risuonare dentro di sé l’enorme lavoro che c’è dietro la cattura di un potenziale attentatore come Afia Abderrahman. Eppure, sono le persone come Afia quelle che mettono le bombe e innescano gli attentati: per ciascuna di esse servono tante persone che amino lavorare in maniera nascosta e silenziosa ad un progetto di bene.

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