John McAfee, morto suicida inventore antivirus/ Era prossimo a estradizione negli Usa

- Davide Giancristofaro Alberti

Doveva essere estradato negli Stati Uniti John McAfee, ed evidentemente non ha retto il peso di ciò che l’aspettava: è stato trovato morto suicida nella sua cella di Barcellona

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John McAfee, tanga come mascherina... (Foto: da Twitter)

E’ morto suicida John McAfee, il celebre inventore dell’omonimo antivirus. E’ stato trovato senza vita nella sua cella del carcere di Barcellona dove era rinchiuso da mesi. John McAfee era stato arrestato con l’accusa di evasione fiscale, e recentemente era stato dato il via libera alla sua estradizione negli Stati Uniti. Una situazione che evidentemente lo stesso inventore di uno degli antivirus più famosi al mondo temeva come non mai, e non ha retto il peso suicidandosi. Il 75enne era stato fermato all’aeroporto di Barcellona ad ottobre 2020 e all’udienza di estradizione aveva spiegato chiaramente che le accuse nei suoi confronti erano motivate politicamente.

Il geniale inventore avrebbe potuto presentare ancora ricorso contro la decisione dell’estrazione, come ricorda Repubblica, ma evidentemente non aveva più voglia di combattere o forse, aveva semplicemente perso le speranze. McAfee si considerava un perseguitato visto che, stando allo stesso, i suoi problemi fiscali erano cominciati con l’offerta, rifiutata, di candidarsi alle presidenziali degli Stati Uniti dello scorso 2020, vinte da John Biden.

JOHN MCAFEE E IL TWEET DEL “PRESAGIO”

E proprio con la morte dell’eccentrico personaggio, è tornato a circolare, divenendo virale in queste ore, un vecchio tweet dello stesso inventore dell’antivirus, in cui scriveva “Sono contento qui dentro. Ho degli amici. Il cibo è buono. Tutto va bene. Sappiate che se mi impicco alla Epstein non sarà stata colpa mia“. Il cinguettio era stato scritto il 15 ottobre 2020, poco dopo l’arresto, e riletto ora suona decisamente inquietante.

Le autorità sono comunque convinte che il 75enne manager americano si sia tolto la vita “tutto indica che potrebbe trattarsi di un suicidio”, anche se ovviamente il tweet appena letto getta un alone di mistero sulla vicenda. McFee aveva scelto di fissare in alto fra i tweet anche una pubblicato lo scorso 16 giugno, in cui ribadiva la sua innocenza: “Gli Stati Uniti credono che io abbia nascosto le criptovalute. Vorrei averlo fatto, ma si sono dissolte in molte mani del Team McAfee, mentre le mie risorse rimanenti sono tutte sequestrate. I miei amici sono evaporati per paura di essere associati a me. Non ho niente. Eppure, non rimpiango nulla”.



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